Cassazione Penale, Sentenza n. 37430/2025 del 17/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso articolato in sei motivi: (1) nullità della querela per difetto di procura speciale (legittimazione ad agire dei dirigenti di Allianz); (2) errata individuazione del dies a quo per la proposizione della querela (presunta tardività rispetto alla conoscenza dei fatti); (3) vizio di motivazione e violazione dell'art. 192 c.p.p. relativamente all'accertamento dell'elemento soggettivo (dolo) dell'imputato, che si dice estraneo alla truffa assicurativa; (4) omessa considerazione di spiegazioni alternative e di dati compatibili con l'innocenza (art. 192, comma 2 c.p.p.); (5) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e omissione di valutare la proposta risarcitoria depositata (evidente rilevanza ai fini del trattamento sanzionatorio); (6) illegittimo diniego della sospensione condizionale della pena per effetto di una precedente condanna (valutazione della reiterabilità del beneficio).
La decisione
La Corte ha rigettato in gran parte il ricorso: ha confermato l'affermazione di responsabilità per il reato di truffa assicurativa e dichiarata irrevocabile la condanna quanto alla colpevolezza. Ha invece accolto parzialmente il motivo relativo al mancato apprezzamento dell'offerta risarcitoria (circostanza rilevante ai fini delle attenuanti generiche e del trattamento sanzionatorio) e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio, rinviando ad altra sezione della Corte d'appello di Trieste per nuovo giudizio sul punto. Tutti gli altri motivi (procura/legittimazione, dies a quo, insufficienza di elementi per escludere il dolo, alternative difensive, diniego della sospensione condizionale) sono stati ritenuti manifestamente infondati o comunque non tali da pregiudicare la condanna. Di conseguenza resta confermata la responsabilità penale; viene disposta una rinnovazione del giudizio esclusivamente sulla determinazione della pena e delle circostanze attenuanti.
Norme richiamate
art. 37 disp. att. cod. proc. pen.
La procura speciale preventiva rilasciata dal legale rappresentante può essere interpretata come conferita implicitamente per tutti i reati desumibili dall'oggetto sociale; la delibera del CDA che attribuisce ai dirigenti la facoltà di proporre denunce/querela è idonea a legittimarli a sporgere querela per fatti pertinenti all'oggetto sociale.
Richiamata in relazione alla rappresentanza e alla interpretazione della procura: l'atto negoziale deve essere interpretato secondo le regole del codice civile, in senso conservativo se dubbio, per verificare i poteri conferiti al procuratore.
art. 124 cod. (o art. 124 disp. att. cod. proc. pen.)
Il termine per la proposizione della querela decorre dal momento in cui il titolare ha conoscenza certa, su base di elementi seri e concreti, della dimensione oggettiva e soggettiva del fatto-reato; in strutture complesse la conoscenza deve essere effettivamente acquisita dai titolari del potere di querela.
Principio della motivazione adeguata: il giudice può basare la condanna su elementi indiziari convergenti; il ricorso che si limiti ad ipotesi alternative non supportate da elementi processuali non supera la valutazione di merito.
Riguarda il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche: il giudice deve valutare tutti gli elementi positivi rilevanti (comportamento, collaborazione, atti risarcitori) e motivare adeguatamente eventuale diniego.
Richiede che il giudice prenda in considerazione elementi positivi ai fini della determinazione della pena; l'omessa considerazione di un'offerta risarcitoria documentata può viziare la motivazione sul trattamento sanzionatorio.
Regole sulla sospensione condizionale della pena: la precedente condanna con pena detentiva incide sulla concedibilità di un secondo beneficio se il cumulo supera i limiti normativi; pertanto una precedente reclusione può essere ostativa.
art. 445, comma 2 cod. proc. pen.
Norma citata in relazione agli effetti del patteggiamento e alla valutazione della reiterabilità del beneficio della sospensione condizionale; la giurisprudenza richiede attenzione al tipo di sanzione applicata in sede di patteggiamento (pecuniaria/sostitutiva vs detentiva).
Massime di principio
- Procura speciale preventiva: quando una società conferisce poteri generali di tutela legale tramite delibera del CDA, la procura non deve necessariamente indicare reati specifici se i fatti sono riconducibili all'oggetto sociale; la dizione va interpretata in senso conservativo a favore della rappresentanza.
- Dies a quo della querela: il termine decorre dalla conoscenza certa, su base di elementi concreti, della fattispecie nella sua dimensione oggettiva e soggettiva; in enti complessi conta la conoscenza dei titolari del potere di querela, non delle strutture operative.
- Prove e dolo in reati complessi: la condanna può fondarsi su un quadro indiziario convergente e non su un singolo elemento; ipotesi alternative non corroborate da prove possono essere ritenute non verosimili dal giudice di merito.
- Valutazione delle attenuanti e comportamento risarcitorio: offerte o atti concreti di riparazione documentati devono essere considerati nella determinazione della pena e possono influire sull'applicazione delle attenuanti generiche; il loro omesso esame può comportare annullamento parziale per vizio di motivazione.
- Sospensione condizionale e precedenti patteggiamenti: una precedente condanna con pena detentiva può essere ostativa alla concessione di una nuova sospensione condizionale; il giudice deve valutare cumulo e limiti normativi.
- Effetto del provvedimento di annullamento parziale: quando la Cassazione annulla solo il trattamento sanzionatorio, la responsabilità resta acquisita e la decisione viene rinviata esclusivamente per la nuova determinazione della pena e delle circostanze.
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