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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3349/2023 del 25/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione per carenza assoluta della motivazione della sentenza di condanna per il reato di minaccia (fatto del 6/4/2018). Si denunciava che la decisione era scarna e sintetica, priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza, avendo il giudice di pace fondato la condanna esclusivamente sulle "dichiarazioni della persona offesa, chiare, coerenti e univoche" senza alcun vaglio motivato dell'attendibilità e della credibilità del dichiarante e senza indicare il contenuto specifico delle dichiarazioni e le prove poste a fondamento della decisione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per carenza assoluta di motivazione. Ha annullato la sentenza impugnata (che aveva condannato l'imputato alla multa di 300 euro) e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Giudice di Pace di San Marco Argentano in diversa persona fisica, sottolineando che anche nella forma abbreviata la motivazione deve indicare in modo sintetico i motivi di fatto e di diritto, le prove valutate e le ragioni per escludere le prove contrarie, non potendo limitarsi a enunciazioni generiche basate solo sulle dichiarazioni della persona offesa senza adeguata verifica della loro attendibilità.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 274 del 2000, art. 32, comma 4

    La motivazione in forma abbreviata per le sentenze del giudice di pace deve essere una enunciazione sintetica dei motivi di fatto e di diritto su cui si fonda la decisione, non può costituire elusione dell'obbligo motivazionale; richiede indicazione delle prove e delle ragioni per escludere quelle contrarie.

  • Codice di procedura penale, art. 546, comma 1, lett. e)

    Prevede che la sentenza indichi, anche sinteticamente, le prove utilizzate e le ragioni per le quali il giudice ritiene non attendibili le prove contrarie; è richiamato per precisare i contenuti minimi della motivazione anche nella forma abbreviata.

  • Cassazione Sez. U, n. 25080 del 28/5/2003 (Pellegrino)

    Stabilisce che la carenza grave della motivazione può essere qualificata come violazione di legge, idonea a determinare la cassazione.

  • Cassazione Sez. U, n. 25932 del 29/5/2008 (Ivanov)

    Conferma che vizi motivazionali così radicali da rendere incomprensibile il percorso logico-giuridico sono equiparabili a violazioni di legge.

  • Cassazione Sez. U, n. 33451 del 29/5/2014 (Repaci)

    Ribadisce i requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza della motivazione necessaria per la decisione giudiziaria.

  • Cassazione Sez. 5, n. 16965 del 18/02/2010 (Zanetti)

    Precisa i limiti della motivazione in forma abbreviata: essa deve comunque offrire una valutazione critica e specifica, seppur sintetica, delle risultanze processuali.

  • Cassazione Sez. U, n. 41461 del 19/7/2012 (Bell'Arte)

    Stabilisce che le dichiarazioni della persona offesa possono da sole fondare la responsabilità penale solo previa verifica motivata della credibilità soggettiva del dichiarante e dell'attendibilità intrinseca del racconto, con un livello di rigore maggiore rispetto alle dichiarazioni di altri testimoni.

  • Cassazione Sez. 5, n. 21135 del 26/3/2019 (S.)

    Conferma il principio che l'uso esclusivo delle dichiarazioni della persona offesa richiede adeguata motivazione sulla loro attendibilità e sulla coerenza/intrinseca verosimiglianza del racconto.

Massime di principio

  • La motivazione anche in forma abbreviata deve indicare, seppur sinteticamente, i fatti, le prove valutate e le ragioni per non ritenere attendibili le prove contrarie; non è ammissibile una motivazione meramente assertiva o formale.
  • Se la condanna si fonda unicamente sulle dichiarazioni della persona offesa, il giudice deve verificare e motivare la credibilità soggettiva del dichiarante e l'attendibilità intrinseca del suo racconto; tale verifica richiede un livello di argomentazione più penetrante rispetto a quello richiesto per normali testi.
  • La carenza assoluta della motivazione costituisce una violazione di legge e può determinare l'annullamento della sentenza con rinvio per nuovo giudizio.
  • Nel giudizio di merito (anche davanti al giudice di pace) il difensore può efficacemente impugnare una sentenza per motivazione insufficiente; il pubblico ministero di legittimità può chiedere l'annullamento per simili vizi.
  • In caso di rinvio per nuovo giudizio la causa viene rimessa a diverso magistrato del medesimo ufficio quando la precedente motivazione è ritenuta irrimediabilmente viziata.
  • Per evitare rischi di annullamento, il giudice che valuta dichiarazioni decisive dovrebbe indicare nel decisum gli elementi specifici che rendono il racconto credibile (coerenza interna, corrispondenza con altri elementi di prova, assenza di contraddizioni rilevanti, circostanze esterne che lo confermano).

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