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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13272/2026 del 10/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza relativo a un processo cumulativo con numerosi capi di imputazione. Il Tribunale di Roma aveva dichiarato la propria incompetenza ritenendo che il capo 25c) (sequestro di persona a scopo di estorsione nei confronti di Stefano Sebastianelli) fosse di competenza della Corte d'Assise e affermando una 'stretta connessione' anche probatoria tra tale reato e gli altri capi, rimettendo gli atti alla Corte d'Assise. La Corte d'Assise, dopo aver ricevuto gli atti, ha sollevato conflitto negativo eccettuati i capi 20B1, 25c, 25d, 25f, 25g, ritenendo che soltanto il capo 25c rientrasse nella sua competenza e che tra quel reato e gli altri non sussistesse una connessione per continuazione o teleologica, ma al più un collegamento probatorio. In particolare la Corte d'Assise ha distinto due macroaree di reati (reati contro il patrimonio e reati inerenti allo spaccio di stupefacenti) e ha ritenuto che mancasse identità di disegno criminoso e coincidenza degli imputati tali da fondare la connessione rilevante ai fini di competenza.

La decisione

La Corte chiamata a decidere sul conflitto ha ritenuto sussistente il conflitto e ha determinato la competenza in favore del Tribunale di Roma. Ha condiviso le argomentazioni della Corte d'Assise circa l'assenza di un vincolo di connessione rilevante ai fini della competenza e ha richiamato il principio per cui la configurazione della continuazione richiede l'accertamento specifico dell'identita' del disegno criminoso, non meramente asserzioni astratte. Di conseguenza gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Roma e la competenza è stata definitivamente attribuita a quest'ultimo.

Norme richiamate

  • art. 28 c.p.p.

    Definisce la situazione di conflitto di competenza quando due giudici ricusano la cognizione del procedimento; la Corte ha ritenuto sussistente il conflitto ai sensi di questa norma

  • art. 12, lett. c) c.p.p.

    art. 12 lett. c) cod. proc. pen.

    La Corte ha osservato che l'assenza nell'imputazione dell'aggravante del nesso teleologico impedisce di cogliere un vincolo di connessione ai sensi di questa disposizione, che disciplina la competenza per connessione

  • art. 32, comma 2, c.p.p.

    art. 32 comma 2 cod. proc. pen.

    Richiamata solo per le comunicazioni formali a seguito della decisione di determinazione della competenza

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 30433 del 25/06/2018 (Guagliardo), Rv. 273524

    Sez. 1, n. 30433 del 25/06/2018, Rv. 273524

    Principio di diritto richiamato: per affermare la continuazione e il conseguente spostamento di competenza occorre accertare e motivare l'identita' del disegno criminoso; non sono sufficienti asserzioni generiche o astratte

Massime di principio

  • La mera esistenza di un collegamento 'probatorio' tra reati non equivale, di per se', a una connessione ai fini della determinazione della competenza: è necessario verificare la presenza di un vincolo di connessione previsto dalla legge (continuazione o nesso teleologico).
  • Per trasferire la competenza per continuazione occorre un accertamento motivato e specifico dell'identita' del disegno criminoso tra i reati: asserzioni generiche non sono sufficienti.
  • Se l'imputazione non riporta l'aggravante o il nesso teleologico, ciò rende difficile sostenere la connessione ai sensi dell'art. 12 lett. c) c.p.p.; il criterio formale dell'imputazione è rilevante nella fase di determinazione della competenza.
  • In presenza di reati commessi da gruppi o in tempi e contesti diversi (es. reati contro il patrimonio vs. associazione per spaccio), va valutata la corrispondenza degli imputati e l'identita' del progetto criminoso prima di riconoscere la connessione.
  • Nel conflitto di competenza tra giudici, la Corte chiamata a decidere attribuirà la competenza al giudice che abbia offerto la motivazione più puntuale e aderente ai requisiti normativi; in mancanza di prova della connessione, la competenza rimane al Tribunale ordinario.

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