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Sentenza

Sentenza del 22/06/2021 n. 3120 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Riscossione - Scadenza del termine di impugnazione - Irretrattabilità del credito - Sussiste - Conversione del termine prescrizionale - Esclusione - Inidoneità dell'atto amministrativo ad acquisire efficacia di giudicato.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

questione relativa agli effetti dell'inerzia del soggetto obbligato dopo lo spirare del termine per impugnare una cartella di pagamento: in particolare se la scadenza del termine perentorio per impugnare renda il credito 'irretrattabile' e, conseguentemente, determini la conversione di un eventuale termine prescrizionale breve in quello ordinario decennale ai sensi dell'art. 2953 c.c.

La decisione

la Corte ha affermato che lo spirare del termine per impugnare la cartella comporta l'irretrattabilità del credito (ossia il creditore non può più ritrattare l'atto di riscossione), ma esclude che tale evento determini la conversione del termine prescrizionale breve in quello ordinario decennale. La conversione prevista dall'art. 2953 c.c. opera solo quando sussista un titolo giudiziale definitivo; la cartella di pagamento, essendo un atto amministrativo, non può acquisire efficacia di giudicato e quindi non determina la conversione del termine prescrizionale. Citata la pronuncia delle SS.UU. n. 23397/2016 e ordinanze Cass. 8297/2020 e 10549/2019.

Norme richiamate

  • codice civile, art. 2953

    l'art. 2953 c.c. viene interpretato nel senso che la conversione del termine prescrizionale breve in quello ordinario decennale si verifica solo quando sia intervenuto un titolo giudiziale definitivo; non si applica invece a semplice atto amministrativo come la cartella di pagamento

  • Cass. SS.UU. 23397/2016

    principio consolidato secondo cui la cartella di pagamento non può acquistare efficacia di giudicato e quindi non determina la conversione del termine prescrizionale ai sensi dell'art. 2953 c.c.

  • Cass. Ord. 8297/2020 e 10549/2019

    ulteriori conferme giurisprudenziali che distinguono l'effetto dell'irretrattabilità del credito (per scadenza del termine di impugnazione) dall'ottenimento di un titolo giudiziale definitivo necessario per la conversione del termine prescrizionale

Massime di principio

  • La scadenza del termine per impugnare una cartella rende l'atto amministrativo difficilmente ritrattabile, ma non trasforma automaticamente il termine di prescrizione in quello ordinario decennale.
  • La conversione del termine prescrizionale breve in quello ordinario (art. 2953 c.c.) richiede un titolo giudiziale definitivo: senza sentenza passata in giudicato non opera la conversione.
  • La cartella di pagamento è un atto amministrativo e non può acquistare efficacia di giudicato; pertanto il contribuente deve agire tempestivamente se intende impedire effetti sfavorevoli derivanti da termini prescrizionali brevi.
  • In situazioni simili il contribuente dovrebbe verificare immediatamente il termine di impugnazione e l'eventuale termine prescrizionale applicabile al credito, valutando rimedi tempestivi (opposizione, ricorso amministrativo o giurisdizionale) prima della scadenza.
  • Per l'ente creditore/resistente, la pronuncia conferma la possibilità di far valere il credito anche se l'opposizione è decorso, salvo che non sussistano specifiche cause di estinzione del credito riconoscibili in via amministrativa o giudiziale.

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