Cassazione Penale, Sentenza n. 18449/2022 del 10/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della conferma della condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale e bancarotta preferenziale in qualità di amministratore di OBC s.r.l. (fallita nel 2010). Il ricorrente ha articolato sette motivi: 1) censura della motivazione per relationem della Corte d'appello su punti specifici; 2) doglianze sulla ricostruzione del dolo per i fatti del capo A) e assenza di nesso causale tra distrazioni e danno ai creditori; 3) contestazione della qualificazione come distrattiva della trasformazione societaria e della esistenza dei crediti compensati (capo B); 4) inesistenza del nesso causale tra distrazione di modesta entità (15.000 euro) e fallimento (capo C); 5) illogicità e ne bis in idem rispetto all'operazione che ha coinvolto Fabrin s.r.l. e BCCL (capo 3, bancarotta preferenziale); 6-7) doglianze sulla commisurazione della pena, sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e sul diniego di valore al concordato proposto in appello.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondati i motivi: ha respinto l'obiezione sulla motivazione per relationem perché la Corte territoriale aveva fornito specifiche controargomentazioni e le censure erano generiche; ha richiamato l'orientamento delle Sezioni Unite secondo cui il dolo della bancarotta patrimoniale è dolo generico e non richiede la consapevolezza dello stato d'insolvenza né lo scopo di recare danno ai creditori, essendo sufficiente la volontà di destinare il patrimonio a finalità estranee a quelle di garanzia; ha ribadito che la bancarotta fraudolenta per distrazione è reato di pericolo e non richiede la prova del danno effettivo ai creditori; ha ritenuto infondate le eccezioni riguardanti la natura unitaria dell'operazione con Fabrin e la presunta irrilevanza dell'origine illecita dei beni, poiché anche beni di provenienza illecita, una volta entrati nel patrimonio della società fallita, contribuiscono alla garanzia dei creditori. Gli ultimi motivi su pena, attenuanti e concordato sono stati considerati generici e non confrontati con la motivazione di merito. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 216 legge fallimentare (bancarotta fraudolenta)
La fattispecie di bancarotta fraudolenta per distrazione richiede dolo generico; è reato di pericolo e non è necessaria la prova del danno effettivo ai creditori.
art. 219 legge fallimentare (aggravante)
Richiamata come riferimento all'aggravante per linduzione di maggior danno ai creditori; la Corte ha distinto la rilevanza del danno effettivo rispetto al pericolo.
Sez. U., n. 22474 del 31/03/2016 (Passarelli)
Giurisprudenza prevalente che stabilisce che il dolo per la bancarotta patrimoniale è generico: sufficiente la volontà di destinare il patrimonio a fini diversi dalla garanzia dei creditori, senza necessità di consapevolezza dell'insolvenza.
art. 606 c.p.p., comma primo, lett. e)
Norma che consente il sindacato della motivazione in Cassazione; la Corte osserva che il vizio di motivazione è sindacabile solo quando la Corte d'appello si limiti ad aderire apoditticamente alle ragioni di primo grado senza argomentare.
art. 125 c.p.p., comma 3 e art. 111 Cost., comma 6
Principi che impongono il dovere di motivazione della decisione in funzione della legittimazione e della cognizione giurisdizionale; la Corte sottolinea che la motivazione per relationem è ammissibile salvo che non configuri elusione dell'obbligo di motivare.
Norma applicata per la condanna alle spese processuali e al versamento di una somma a titolo di ammenda in caso di inammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- La bancarotta fraudolenta per distrazione è configurabile anche senza prova del danno effettivo ai creditori: è sufficiente il pericolo derivante dalla destinazione del patrimonio a fini estranei alla garanzia delle obbligazioni sociali.
- Per la bancarotta patrimoniale il dolo è generic o: non è necessario dimostrare la consapevolezza dello stato di insolvenza né lo scopo di danneggiare i creditori, conta la volontà di sottrarre o destinare il patrimonio a fini diversi.
- La Corte d'appello può richiamare motivazioni del primo grado per relationem, ma deve comunque rispondere puntualmente alle censure specifiche dell'appellante; la semplice ripetizione apodittica della decisione di primo grado può determinare vizio di motivazione.
- L'origine illecita di beni transitati nel patrimonio sociale non esclude che tali beni contribuiscano alla garanzia dei creditori e possano integrare responsabilità penale se distratti.
- Le doglianze genericamente articolate, senza confronto puntuale con la motivazione di merito, sono destinate a essere dichiarate inammissibili o manifestamente infondate in Cassazione.
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