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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16542/2023 del 18/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di appello che ha riqualificato il reato originario (dal riciclaggio al furto aggravato) e lo ha condannato per il furto di un'autovettura. Due motivi: (1) vizio nella valutazione della prova e nell'identificazione del veicolo sottratto (la difesa sostiene che la Corte di appello ha utilizzato atti relativi ad altro furto e non alla persona offesa Bardhica, per cui dovrebbe disporre l'assoluzione per insufficienza di prove); (2) censura del trattamento sanzionatorio per l'ingiustificato riconoscimento della recidiva ex art. 99 co. 4 c.p. e del contestuale diniego delle circostanze attenuanti generiche, nonostante i precedenti (due sentenze del 2014) non dimostrerebbero uno spessore criminologico idoneo a giustificare la recidiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo (valutazione della prova): ha ritenuto la ricostruzione di merito plausibile e adeguatamente motivata, sottraendola a sindacato di legittimità. Il secondo motivo è stato accolto in parte: la Corte ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al riconoscimento della recidiva perché la motivazione della Corte di appello è risultata insufficiente e apodittica (la mera presenza di precedenti non è bastata). Ha disposto il rinvio al giudice di merito per nuovo esame della recidiva, con l'istruzione di applicare correttamente l'onere motivazionale indicato dalle Sezioni Unite (verifica concreta della pericolosità e rapporto tra precedenti e reato attuale). Inoltre il giudice di rinvio dovrà preliminarmente verificare la condizione di procedibilità introdotta dalla legge n.150/2022 (procedibilità a querela della persona offesa) e, in mancanza di querela, attendere i termini prescritti per la sua presentazione ai sensi dell'art.85 del decreto citato.

Norme richiamate

  • art. 99 co. 4 cod. pen.

    La Corte ha ritenuto che il riconoscimento della recidiva richiede motivazione specifica: non basta il mero riscontro formale di precedenti, ma va valutata la rilevanza criminologica e la pericolosità concreta dell'imputato in relazione al nuovo reato

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato come criterio per valutare attenuanti e per esaminare se i precedenti denotino una spiccata pericolosità sociale; il giudice deve considerare natura dei reati, omogeneità, distanza temporale, gravità e ogni altro indice della personalità del reo

  • Legge n. 150/2022

    Il delitto è punibile a querela della persona offesa. Si procede, tuttavia, d'ufficio se la persona offesa è incapace, per età o per infermità, ovvero se ricorre taluna delle circostanze di cui all'articolo 625, numeri 7, salvo che il fatto sia commesso su cose esposte alla pubblica fede, e 7-bis

    La riforma ha reso il reato procedibile a querela; il giudice di rinvio deve verificare la sussistenza della querela come condizione di procedibilità prima di procedere

  • Art. 85 del D. L.vo n. 150/2022

    Per i reati perseguibili a querela della persona offesa in base alle disposizioni del presente decreto, commessi prima della data di entrata in vigore dello stesso, il termine per la presentazione della querela decorre dalla predetta data, se la persona offesa ha avuto in precedenza notizia del fatto costituente reato

    Stabilisce il termine da cui decorre la possibilità di presentare la querela per reati commessi prima dell'entrata in vigore della riforma; il giudice deve eventualmente sospendere l'ulteriore trattamento in attesa del decorso di tale termine

  • art. 625 cod. pen. (richiamato)

    Richiamato in relazione alle ipotesi in cui la procedibilità è comunque d'ufficio (alcune aggravanti indicate nei numeri dell'art.625) e, quindi, le esclusioni dalla procedibilità a querela

  • Giurisprudenza prevalente (Sez. U., n. 5859/2011 Marcianò e segnalate pronunce di legittimità)

    Le Sezioni Unite impongono al giudice l'onere motivazionale sia quando riconosce sia quando esclude la recidiva: va valutato concretamente il rapporto tra precedenti e nuovo fatto e la capacità del precedente di segnalare una maggiore pericolosità

Massime di principio

  • La Cassazione non riesamina i fatti quando la motivazione di merito è adeguata: la riqualificazione e la valutazione probatoria dei giudici di merito restano valide se sono coerenti, congrue e prive di illogicità manifeste
  • Il riconoscimento della recidiva richiede motivazione specifica che valuti la natura, l'omogeneità e la distanza temporale dei precedenti: la mera esistenza di condanne pregresse non è sufficiente
  • Quando la legge rende un reato procedibile a querela (es. legge n.150/2022), il giudice deve verificare preliminarmente la sussistenza della querela e, se necessario, sospendere o attendere i termini per la sua presentazione (art.85 D.L.vo 150/2022)
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo se il giudice motiva in modo non contraddittorio spiegando la prevalenza di elementi ostativi; non è richiesto un apprezzamento separato per ogni singolo fattore purché la scelta sia congrua
  • In caso di rinvio per vizio motivazionale, il giudice di merito deve colmare il difetto motivazionale puntando a un esame concreto e specifico dei criteri indicati dalla giurisprudenza di legittimità
  • Nel sindacato di legittimità il controllo è sulla completezza e coerenza logica della motivazione, non sulla riconsiderazione ex novo delle prove o della ricostruzione fattuale operata dal giudice di merito

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