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Sentenza

Sentenza n. 1288/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202500810

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione tempestiva della sentenza del Tribunale di Bergamo n. 75/2023, passata in giudicato, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Bergamo n. 75/2023, pubblicata il 1° febbraio 2023 e passata in giudicato. La pronuncia aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica del docente per gli anni scolastici dal 2019/2020 al 2021/2022, per € 500 annui, condannando il Ministero a renderla disponibile. Nel corso del giudizio il Ministero ha documentato che il 4 dicembre 2025 Sogei s.p.a. aveva accreditato nel borsellino elettronico della ricorrente l’importo dovuto. La ricorrente ha confermato l’avvenuto adempimento e chiesto la cessazione della materia del contendere, con rifusione delle spese per soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, poiché l’amministrazione ha adempiuto alla sentenza ottemperanda durante il giudizio. Ha posto le spese del giudizio di ottemperanza a carico del Ministero in applicazione della soccombenza virtuale: il tardivo adempimento confermava la fondatezza della pretesa azionata. Le spese sono state liquidate in € 500,00, oltre rimborso forfettario del 15%, CPA e IVA se dovuta, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari. Nel quantificarle, il Collegio ha considerato sia la collaborazione dell’amministrazione sia la serialità dei ricorsi analoghi patrocinati dai medesimi difensori, che consente una ripartizione dell’impegno professionale e giustifica una riduzione proporzionale del compenso.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    In ragione di quanto sopra, si deve dichiarare la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.

    L’adempimento sopravvenuto dell’obbligo riconosciuto dalla sentenza ottemperanda giustifica la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

  • art. 4, comma 2, d.m. 55/2014

    Analogamente alla fattispecie disciplinata dalla citata disposizione, anche nel caso in esame la situazione sostanziale e processuale dei ricorrenti assistiti dai medesimi difensori è identica, così come le questioni trattate, il che giustifica la liquidazione del compenso qui disposta.

    La regola sul compenso unico per l’assistenza di più soggetti aventi la stessa posizione è stata utilizzata come criterio analogo per ridurre la liquidazione delle spese in una pluralità di giudizi seriali con situazioni e questioni identiche.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando l’amministrazione adempie integralmente alla sentenza durante il processo, può essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • Se l’adempimento dell’amministrazione è tardivo e conferma la fondatezza della pretesa azionata in ottemperanza, le spese del giudizio possono essere poste a suo carico in base alla soccombenza virtuale.
  • Nella liquidazione delle spese in contenziosi seriali patrocinati dagli stessi difensori, l’identità delle posizioni sostanziali e processuali e delle questioni trattate può giustificare una riduzione proporzionale del compenso, tenendo conto della ripartizione dell’impegno professionale tra i ricorsi.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di litePersonale scolastico
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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