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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47553/2024 del 30/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata per incompetenza funzionale assoluta del Tribunale di Catanzaro. Ha stabilito che la competenza per l'istanza esecutiva appartiene al Tribunale di Taranto (essendo la sua la sentenza divenuta irrevocabile per ultima) e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Taranto per il seguito.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che aveva riconosciuto parzialmente la continuazione in sede esecutiva tra più sentenze e rideterminato il trattamento sanzionatorio. Il motivo del ricorso è la incompetenza funzionale del Tribunale di Catanzaro: secondo il ricorrente l'ultima sentenza divenuta irrevocabile (quella che determina la competenza in sede esecutiva) è stata pronunciata dal Tribunale di Taranto in data 26 maggio 2023 (irrevocabile il 16 ottobre 2023), e non già quella del Tribunale di Catanzaro assunta come riferimento dal giudice dell'esecuzione.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    È richiamato quale norma applicabile alla richiesta di riconoscimento della continuazione in sede esecutiva: disciplina la valutazione e il riconoscimento della continuazione tra più condanne ai fini dell'esecuzione.

  • art. 665, comma 4, cod. proc. pen.

    Interpretato come criterio oggettivo e cronologico per determinare la competenza funzionale del giudice dell'esecuzione: la competenza spetta al giudice che ha pronunciato la condanna divenuta irrevocabile per ultima, anche quando si discute di più titoli esecutivi o di una questione relativa a un solo titolo.

  • Giurisprudenza di legittimità (segnalate nel provvedimento)

    Sez. 1, n. 33923 del 07/07/2015 (Musumeci); Sez. 1, n. 52201 del 29/10/2014; Sez. 1, n. 15856 del 11/02/2014; Sez. 1, n. 23208 del 12/05/2004

    La giurisprudenza conferma che il criterio cronologico fissato dall'art. 665, comma 4, c.p.p. è decisivo per la competenza del giudice dell'esecuzione e non varia in funzione del numero dei titoli esecutivi coinvolti.

Massime di principio

  • La competenza funzionale nel procedimento di esecuzione si determina in base alla sentenza divenuta irrevocabile per ultima: individuare la data di irrevocabilità è fondamentale.
  • Il criterio è oggettivo e cronologico (art. 665, comma 4 c.p.p.): non conta se la questione riguarda un solo titolo esecutivo o più titoli, la competenza resta a chi ha emesso l'ultima sentenza irrevocabile.
  • Se il giudice dell'esecuzione decide pur essendo incompetente per materia (in senso funzionale assoluto), il suo provvedimento è annullabile senza rinvio e gli atti devono essere trasmessi al giudice competente.
  • In presenza di più sentenze occorre controllare il certificato del casellario o altri atti processuali per accertare quale sentenza è divenuta irrevocabile per ultima prima di proporre o decidere l'istanza esecutiva.
  • Per il difensore o il P.M.: se si rileva incompetenza del giudice dell'esecuzione, deve essere proposto il rimedio tempestivo per ottenere l'annullamento e la rimessione al giudice competente; per il giudice, va evitato ogni esame di merito se manca la competenza funzionale.
  • La valutazione della continuazione in sede esecutiva (art. 671 c.p.p.) resta sostanziale ma deve essere svolta dal giudice materialmente competente secondo il criterio cronologico; quindi la competenza può influire sull'esito della valutazione della continuazione.

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