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Parere

Parere n. 1119/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza sospensiva, proposto dai signori Ceriani Chiara, Ceriani Pompeo e Boschiavo Maria contro il Comune di Castel D’Azzano per l’annullamento dell’ordinanza comunale n. 44 del 7 luglio 2011 prot. n. 9710 di ripristino stato dei luoghi.

Giustizia amministrativa202500035

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Ordinanza comunale n. 44 del 7 luglio 2011, prot. n. 9710, di ripristino dello stato dei luoghi mediante rimozione di materiale arido e recinzioni su area agricola

Esito

INTERLOCUTORIO

La questione giuridica

I ricorrenti hanno impugnato l’ordinanza comunale con la quale è stato loro ordinato di ripristinare lo stato originario di un’area agricola, mediante asportazione dello strato di materiale arido steso a terra e delle recinzioni soprastanti. Sono stati dedotti tre motivi: incompetenza dell’organo emanante; sottoposizione delle recinzioni a SCIA, con conseguente applicabilità, in caso di omissione, della sola sanzione pecuniaria; insussistenza dell’obbligo di titolo edilizio per lo spargimento di ghiaino, qualificato come facoltà di godimento del bene o, al più, come attività edilizia libera soggetta a CILA, anch’essa assistita da sanzione pecuniaria in caso di omissione. Nel corso dell’istruttoria il Comune ha eccepito la sopravvenuta carenza di interesse, sostenendo che l’area sarebbe stata nel frattempo ripristinata a terreno vegetale.

Il parere

Il Consiglio di Stato non ha deciso né le eccezioni preliminari né i motivi di merito. Ha rilevato che la relazione ministeriale integrativa del 15 gennaio 2026, contenente le controdeduzioni comunali e l’eccezione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, non è stata trasmessa ai ricorrenti. Per assicurare l’integrità del contraddittorio, ha disposto la trasmissione della relazione e dei relativi allegati ai ricorrenti presso il domicilio eletto, assegnando loro trenta giorni dalla comunicazione per presentare osservazioni e controdeduzioni e per dichiarare espressamente se persista l’interesse alla decisione. In mancanza di riscontro, il ricorso potrà essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La trattazione è stata rinviata a un’adunanza da fissarsi nel quarto trimestre del 2026.

Osservazioni

Integrità del contraddittorio

La relazione ministeriale integrativa del 15 gennaio 2026 e i relativi allegati devono essere trasmessi ai ricorrenti, poiché contengono l’eccezione comunale di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse e non risultano previamente comunicati agli interessati.

Sopravvenuta carenza di interesse

Ai ricorrenti deve essere consentito di prendere posizione sull’asserito ripristino dell’area a terreno vegetale e di dichiarare espressamente se persista l’interesse alla decisione. In mancanza di riscontro entro trenta giorni dalla comunicazione del parere, il ricorso potrà essere dichiarato improcedibile.

Motivi di ricorso

La Sezione ha lasciato impregiudicata ogni decisione sui motivi relativi all’incompetenza, al regime edilizio delle recinzioni e alla qualificazione dello spargimento di ghiaino.

Norme richiamate

  • d.P.R. 1199/1971

    Il ricorso è trattato come ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ma il testo non richiama specifiche disposizioni del decreto.

  • SCIA

    La disciplina della SCIA è richiamata dai ricorrenti con riferimento alla realizzazione delle recinzioni, senza che la Sezione ne abbia ancora valutato l’applicabilità.

  • CILA

    La CILA è richiamata dai ricorrenti quale possibile titolo per lo spargimento di ghiaino, senza che la Sezione abbia ancora deciso la questione.

Massime di principio

  • Nel procedimento relativo a un ricorso straordinario, quando l’amministrazione introduce in una relazione integrativa un’eccezione potenzialmente decisiva, quale la sopravvenuta carenza di interesse, la relazione e i relativi allegati devono essere portati a conoscenza del ricorrente prima della decisione.
  • La garanzia dell’integrità del contraddittorio impone di rinviare la trattazione dell’affare quando il ricorrente non abbia avuto la possibilità di replicare a documenti o deduzioni sopravvenuti depositati dall’amministrazione.
  • L’eventuale mancato riscontro del ricorrente alla richiesta di precisare la persistenza dell’interesse, entro il termine assegnato, può consentire la successiva dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, ma non determina l’improcedibilità immediata nel parere interlocutorio.

Ricorso straordinario contro l’ordinanza di ripristino

Il parere riguarda un ricorso straordinario proposto da privati contro il Comune di Castel D’Azzano per l’annullamento dell’ordinanza comunale n. 44 del 7 luglio 2011, prot. n. 9710, avente a oggetto il ripristino dello stato originario di un’area agricola sita in via Don Ippolito De Battisti. L’ordinanza imponeva la rimozione dello strato di materiale arido steso sul terreno e delle recinzioni soprastanti.

Motivi dedotti dai ricorrenti

I ricorrenti hanno chiesto anche la sospensione cautelare dell’efficacia dell’ordinanza, deducendo:

  • l’incompetenza dell’organo che ha adottato il provvedimento;
  • la sottoposizione della realizzazione delle recinzioni a SCIA, con conseguente applicazione, in caso di omissione, della sanzione pecuniaria anziché della sanzione ripristinatoria;
  • l’assenza di obbligo di preventivo titolo edilizio per lo spargimento di ghiaino su terreno agricolo, qualificato come facoltà di godimento del bene o, in subordine, come attività edilizia libera soggetta a CILA, la cui omissione sarebbe anch’essa sanzionabile pecuniariamente.

Sopravvenienze istruttorie

Nel corso dell’istruttoria il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso una relazione integrativa contenente le controdeduzioni del Comune. L’amministrazione comunale ha sostenuto che sarebbe venuto meno l’interesse alla decisione, poiché l’area sarebbe stata ripristinata a terreno vegetale.

Contraddittorio sulla possibile improcedibilità

La Sezione ha rilevato che la relazione integrativa del 15 gennaio 2026 non era stata trasmessa ai ricorrenti. Essi non erano quindi stati posti nella condizione di replicare all’eccezione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse né di contestare, se del caso, l’effettivo ripristino dell’area.

Per assicurare l’integrità del contraddittorio, il Consiglio di Stato ha disposto che la Segreteria trasmetta ai ricorrenti, presso il domicilio eletto, la relazione ministeriale integrativa completa degli allegati.

Termine assegnato e rinvio

I ricorrenti possono presentare osservazioni e controdeduzioni entro trenta giorni dalla comunicazione del parere. Devono inoltre precisare espressamente se persista l’interesse alla decisione del ricorso. In caso di mancato riscontro entro il termine, il ricorso potrà essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

La Sezione non ha esaminato i motivi relativi all’incompetenza, al regime edilizio delle recinzioni e allo spargimento di ghiaino. Ogni decisione in rito e nel merito è stata espressamente lasciata impregiudicata. La trattazione è stata rinviata a un’adunanza da fissarsi nel quarto trimestre del 2026.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSCIA e liberalizzazioniRicorso straordinario al Presidente della RepubblicaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiPartecipazione procedimentaleSopravvenuta carenza di interesseTutela del terzoDecadenza e tardività

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