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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45618/2024 del 12/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore aveva richiesto l'autorizzazione per il consulente tecnico di parte ad accedere presso l'abitazione in cui Gualtieri era ristretto agli arresti domiciliari per svolgere accertamenti. Il GIP ha negato l'accesso ritenendo che il difensore potesse svolgere il ruolo di tramite tra consulente e indagato. Il ricorrente ha dedotto la violazione del diritto di difesa sostenendo che nulla vieta al consulente di parte di compiere accertamenti al di fuori delle operazioni peritali formali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la scelta del rito (ricorso per cassazione) poichè il provvedimento di diniego non ha incrementato l'afflittività della misura cautelare in modo duraturo. Sul merito ha considerato logica e sufficiente la motivazione del GIP secondo cui eventuali richieste investigative potevano essere veicolate tramite il difensore. Per effetto dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 a favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 111 Cost.

    Richiamato per individuare la cassazione quale rimedio possibile contro provvedimenti non idonei a modificare in modo apprezzabile lo status libertatis; usato per qualificare la giurisdizione della Cassazione sui provvedimenti temporanei non afflittivi

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Richiamato quale rimedio ordinario (appello) per i provvedimenti che incidono in maniera durevole e apprezzabile sulla libertà personale; la Corte distingue quando applicare questo rimedio a fronte di provvedimenti che regolano modalità degli arresti domiciliari

  • art. 284, terzo comma, cod. proc. pen.

    Richiamato nella giurisprudenza come norma che disciplina le modalità di attuazione degli arresti domiciliari e come parametro per valutare se un provvedimento incide sulla libertà personale al punto da rendere applicabile l'art. 310

  • art. 616 c.p.p.

    Utilizzato per condannare il ricorrente al pagamento delle spese e per disporre l'ammenda a favore della cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso con profili di colpa

Massime di principio

  • La possibilità di impugnazione dipende dal carattere del provvedimento: se il diniego non aumenta in modo durevole l'afflittività della misura cautelare, il rimedio è il ricorso per cassazione; se incide in maniera apprezzabile e permanente sul regime cautelare, il rimedio è l'appello ex art. 310 c.p.p.
  • Il giudice può ritenere sufficiente che il difensore veicoli le richieste del consulente privato quando l'accesso diretto non sia strettamente necessario; per superare tale scelta occorre dimostrare la concreta e specifica necessità dell'accesso diretto del consulente alla dimora dell'indagato
  • Per impugnare con successo un diniego di accesso è utile illustrare elementi concreti che provino che l'intervento del consulente è indispensabile e non può essere efficacemente sostituito da comunicazioni tramite difensore
  • In caso di ricorso infondato o inammissibile la parte può essere condannata a spese e ammende; pertanto valutare preliminarmente l'ammissibilità e la fondatezza dell'impugnazione prima di proporla

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