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Ordinanza

Ordinanza n. 1247/2026 - Roma, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - della nota della Direzione Generale del Personale e della Formazione del Ministero della Giustizia - prot. -OMISSIS- del 28.11.2025 nonché del provv.to del Direttore generale del Personale e della Formazione del Ministero della Giustizia del 27.11.2025 prot. -OMISSIS- e di ogni altro provvedimento presupposto o conseguente, con i quali è stata disposto il diniego alla stipula del contratto di assunzione presso l'Amministrazione giudiziaria a seguito di concorso ed in forza di bando indetto il 7.8.2024 con provv.to del Direttore generale del Personale e della Formazione del Ministero della Giustizia (rif. prot. 14436.ID del 7 agosto 2024) nonché affinchè, previo annullamento parziale della graduatoria dei vincitori approvata con provvedimento della Direzione Generale del Personale e della Formazione del Ministero della Giustizia - Prot. m_dg.DOG.28/11/2025.0014567.ID, che pure si impugna, ne venga ordinata la riformulazione in parte qua, con conseguente reinserimento in essa del Sig. -OMISSIS- ai fini della sua assunzione; - del silenzio diniego opposto dal Ministero della Giustizia, formatosi il 14.1.2026 sull'istanza di accesso inviata a mezzo PEC al Ministero medesimo il 15.12.2025 (con istanza rimasta tuttora inevasa), avente ad oggetto richiesta di accesso alla documentazione meglio indicata nell'istanza medesima con particolare riferimento alla posizione del ricorrente, nonché per la declaratoria del diritto del ricorrente ad estrarre copia di quanto già oggetto della predetta istanza di accesso ai documenti inviata a mezzo PEC al Ministero della Giustizia, in data 15.12.2025, con conseguente ordine al Ministero intimato al rilascio della documentazione richiesta.

Giustizia amministrativa202601030

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di stipula del contratto di assunzione fondato sulla valorizzazione di un precedente penale, nonché graduatoria dei vincitori e silenzio-diniego sull'istanza di accesso

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (candidato a concorso)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego alla stipula del contratto di assunzione presso l'Amministrazione giudiziaria, adottato all'esito di un concorso bandito nel 2024, nonché la graduatoria dei vincitori nella parte in cui non lo ricomprendeva, chiedendone il reinserimento e la riformulazione. Ha inoltre impugnato il silenzio-diniego formatosi sull'istanza di accesso documentale presentata al Ministero della Giustizia, chiedendo l'accertamento del diritto a estrarre copia della documentazione richiesta. In sede cautelare ha dedotto, in particolare, l'illegittimità della valorizzazione, in senso escludente, di un precedente penale risalente nel tempo e il difetto di motivazione del diniego, anche per l'omessa valutazione dell'incidenza concreta del fatto sulle mansioni oggetto di conferimento.

La decisione

Il TAR ha ritenuto non manifestamente infondate le censure relative alla risalenza del precedente penale valorizzato dall'amministrazione e plausibili quelle concernenti il difetto di motivazione dell'atto, soprattutto quanto alla mancata spiegazione dell'incidenza del fatto sulle mansioni concrete da svolgere. Ha quindi accolto la domanda cautelare, rimettendo all'amministrazione una nuova valutazione dei requisiti del candidato alla luce di tali rilievi. L'ordinanza non definisce nel merito le domande di annullamento e di accesso; le disposizioni sull'accesso e sull'eventuale integrazione del contraddittorio sono state rinviate a separato provvedimento presidenziale. È stata fissata l'udienza pubblica del 4 novembre 2026 e le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento della domanda e della decisione cautelare; la tutela è stata concessa in ragione della non manifesta infondatezza delle censure.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità delle persone fisiche indicate nel provvedimento.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la valorizzazione in senso escludente di un precedente penale risalente nel tempo richiede una valutazione concreta e adeguatamente motivata della sua attualità e rilevanza rispetto ai requisiti richiesti per l'assunzione.
  • Il diniego di assunzione fondato su precedenti penali è plausibilmente illegittimo, ai fini della tutela cautelare, quando non esplicita l'incidenza del fatto sulla natura delle mansioni concretamente oggetto di conferimento.
  • Quando le censure sul fondamento e sulla motivazione del diniego risultano non manifestamente infondate, il giudice amministrativo può accogliere la domanda cautelare rimettendo all'amministrazione una nuova valutazione dei requisiti del candidato, senza sostituirsi nell'esercizio del potere amministrativo.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciTutela cautelare
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
SottomaterieRequisiti di ammissione ed esclusione dal concorso
IstitutiTutela cautelareDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEffetto conformativo e riedizione del potere

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