Cassazione Penale, Ordinanza n. 38487/2025 del 27/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La ricorrente ha proposto un unico motivo di ricorso avverso la sentenza della Corte di appello di Roma del 10 aprile 2025, deducendo violazione di legge in relazione alla misura dell'aumento di pena applicato per la continuazione tra reati. Sosteneva, in sostanza, che la determinazione dell'aumento per i reati satellite fosse illegittima o comunque non correttamente motivata. La decisione di merito aveva riformato in senso favorevole all'imputata la pena già inflitta dal Tribunale di Velletri, valorizzando gli indici favorevoli segnalati dalla difesa e applicando criteri ritenuti coerenti con l'art. 133 c.p. e con i limiti dell'art. 81 c.p.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto manifestamente infondato l'unico motivo di ricorso. Ha osservato che la sentenza impugnata aveva correttamente applicato il principio secondo cui, in tema di reato continuato, il giudice deve individuare il reato più grave, stabilire la pena base e motivare distintamente gli aumenti per ciascun reato satellite; ha inoltre rilevato che l'obbligo motivazionale, commisurato all'entità degli aumenti, risultava assolto, consentendo di verificare il rispetto del rapporto di proporzione tra le pene e dei limiti dell'art. 81 c.p., senza un surrettizio cumulo materiale. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Richiamato quale parametro per la determinazione della pena nel reato continuato e per verificare che gli aumenti per i reati satellite rispettino i limiti legali, senza trasformarsi in un cumulo materiale surrettizio.
Richiamato come criterio per la determinazione della pena, in relazione alla misura dell'aumento ritenuta coerente con gli indici favorevoli valorizzati dalla difesa.
Sez. U, n. 47127 del 24/06/2021, Pizzone, Rv. 282269
Usata come precedente di legittimità per affermare che, nel reato continuato, il giudice deve motivare distintamente gli aumenti di pena per ciascun reato satellite dopo aver individuato il reato più grave e la pena base.
Massime di principio
- Nel reato continuato, il giudice deve individuare il reato più grave, fissare la pena base e determinare separatamente l'aumento per ciascun reato satellite, con motivazione autonoma e verificabile.
- L'obbligo motivazionale sugli aumenti di pena è proporzionato all'entità degli aumenti stessi: quanto più incisivo è l'incremento, tanto più puntuale deve essere la giustificazione del trattamento sanzionatorio.
- La motivazione sugli aumenti per continuazione è sufficiente quando consente di controllare il rispetto del rapporto di proporzione tra le pene, dei limiti dell'art. 81 c.p. e l'assenza di un cumulo materiale mascherato.
- È manifestamente infondato il motivo di ricorso per violazione di legge sulla pena quando la sentenza di merito dia conto, sia pure sinteticamente, dei criteri seguiti e della coerenza dell'aumento con i parametri legali e con gli elementi favorevoli o sfavorevoli del caso concreto.
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