Cassazione Penale, Sentenza n. 30999/2022 del 11/08/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I tre ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Bari del 28/06/2021 che confermava la condanna, a seguito di rito abbreviato, per concorso in rapina impropria e lesioni in danno di Marrone Mario. Norocu ha dedotto la nullita' per mancata traduzione all'udienza d'appello (art. 178 lett. c) c.p.p.), mentre Dita e Norocu contestano la qualificazione giuridica del fatto come rapina impropria anziché furto, sostenendo che l'intervallo temporale fra impossessamento e violenza esclude la contestualità necessaria per la rapina impropria.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato l'eccezione di nullità per mancata traduzione: nel giudizio camerale di appello l'impedimento per detenzione non determina automaticamente il rinvio se l'imputato non ha manifestato la volontà di comparire (art. 599, comma 2 c.p.p.). Tuttavia il ricorso sulla qualificazione giuridica è stato ritenuto fondato: la Corte territoriale non ha adeguatamente motivato perché la condotta costituisse rapina impropria nonostante l'intervallo temporale tra il furto e l'uso della violenza e il rinvenimento casuale della refurtiva; per questi motivi la sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Bari per nuovo giudizio.
Norme richiamate
La nullità denunciata ai sensi dell'art. 178 c.p.p. (richiamata dalla difesa) non è stata ritenuta fondata nel caso in cui l'imputato detenuto non abbia chiesto espressamente di comparire all'udienza camerale d'appello
Nel giudizio camerale di appello la mancata presenza dell'imputato per stato di detenzione è irrilevante se l'imputato non ha manifestato la volontà di comparire; solo in tal caso sussiste l'obbligo di rinvio/assicurazione della presenza
Sentenza Sezioni Unite n. 35399/2010 (Rv. 247836)
Sottolinea la diversa disciplina tra giudizio ordinario e giudizio camerale d'appello rispetto alla presenza dell'imputato e alle conseguenze dell'impedimento derivante dalla detenzione
Massime di principio
- Nel giudizio camerale di appello (procedimento ex art. 598-599 c.p.p.) la presenza del detenuto non è automaticamente necessaria: se il detenuto non comunica la volontà di comparire, la sua assenza non determina di per sé la nullità o il rinvio
- La mancata traduzione dell'imputato detenuto all'udienza di appello non costituisce automaticamente motivo di annullamento se non è dimostrata la volontà dell'imputato di partecipare
- Per configurare la rapina impropria (rapina a seguito di furto/uso di violenza successivo) è necessario che il giudice motivi adeguatamente il nesso di contestualità tra sottrazione e violenza/minaccia: non basta provare un semplice collegamento temporale ambiguo o il rinvenimento casuale della refurtiva
- Se la Corte territoriale non spiega in modo logico e sufficiente perché l'intervallo temporale e le modalità di condotta non interrompono il nesso contestuale, la qualificazione come rapina impropria può essere cassata e la causa rinviata per nuovo esame
- In situazioni analoghe, difese che contestino la qualificazione del reato devono evidenziare elementi temporali e causali che rompano il collegamento tra furto e violenza; d'altra parte l'accusa deve dimostrare la continuità dell'azione e la funzione della violenza nel garantire l'impunità o impedire il recupero della refurtiva
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