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Sentenza

Sentenza del 23/03/2018 n. 7274 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle entrate ha impugnato la sentenza della Commissione tributaria regionale sostenendo che fosse nulla per motivazione apparente e che il giudice avesse omesso di considerare diversi elementi probatori, tra cui fatture, contratti, resi, condotta della società albanese R. e l'antieconomicità delle vendite. Nel merito, l'Agenzia riteneva che il contratto relativo alle royalties con R. dissimulasse una cessione interna di beni imponibile IVA, anziché una prestazione di servizi, poiché le merci cedute da M. a I. e successivamente a R. sarebbero rimaste in Italia.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia. Ha ritenuto che la motivazione della sentenza d'appello, pur disorganica e non perspicua, non fosse apparente, poiché individuava l'operazione come un accordo trilaterale ricavabile dai richiami reciproci contenuti nei diversi contratti. Anche la contestazione relativa all'omessa valutazione delle prove è stata dichiarata inammissibile perché diretta a denunciare una mera insufficienza motivazionale, non più censurabile ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. La sentenza impugnata è quindi rimasta ferma e l'Agenzia è stata condannata a rimborsare le spese processuali, liquidate in 7.500 euro, oltre al 15% per spese forfettarie e agli accessori di legge.

Norme richiamate

  • Art. 360, comma 1, n. 5, codice di procedura civile, come riformulato dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54

    È denunciabile in cassazione solo il vizio motivazionale che si esaurisce nella mancanza assoluta di motivi, nella motivazione apparente, nel contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili o nella motivazione perplessa e obiettivamente incomprensibile.

    Dopo la riforma, non è più sufficiente lamentare una motivazione poco approfondita o insufficiente. In Cassazione rilevano soltanto anomalie motivazionali radicali, come l'assenza assoluta di motivazione o una motivazione meramente apparente e incomprensibile.

  • Art. 360, comma 1, n. 5, codice di procedura civile

    La censura relativa alla mancata considerazione di singoli elementi di prova, quando mira soltanto a ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio o a denunciare l'insufficienza della motivazione, è inammissibile in sede di legittimità.

  • Principio del giudicato sostanziale

    Il giudicato fissa la regola del caso concreto, ma non può essere utilmente invocato quando il ricorso viene dichiarato inammissibile e quindi non viene esaminato nel merito. Inoltre, un giudicato relativo a un diverso anno d'imposta e a una questione non coincidente non risolve automaticamente la controversia.

Massime di principio

  • In Cassazione la critica alla motivazione deve riguardare un'anomalia radicale: la semplice disorganicità, brevità o insufficienza della motivazione non è normalmente sufficiente.
  • La Corte di cassazione non può essere utilizzata per ottenere una nuova valutazione delle fatture, dei contratti o degli altri elementi di prova; tale valutazione spetta ai giudici di merito, salvo omissioni o vizi motivazionali estremi.
  • Per qualificare fiscalmente un'operazione occorre considerare il complesso dei rapporti contrattuali e la sostanza economica dell'accordo, anche quando i rapporti siano formalizzati in contratti separati tra soggetti diversi.
  • Un precedente giudicato relativo a un altro periodo d'imposta o a una questione solo parzialmente coincidente non determina automaticamente l'esito del nuovo giudizio.
  • La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta la stabilizzazione della decisione impugnata e, di regola, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Testo integrale

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