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Sentenza

Sentenza n. 14989/2026 - Roma, Sezione 1

per l'annullamento 1) dell’avviso Elenco di convocazione della prova pratica dei concorrenti pubblicato il 6 giugno 2025, nella parte in cui il ricorrente viene ammesso con punteggio inferiore a quello al medesimo spettante; 2) dell’esito della prova scritta di parte ricorrente sostenuta in data 16 maggio 2025, anche per come riesaminata dall’Amministrazione, pubblicato nell’area personale con riferimento al Concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura a tempo indeterminato di n. 1000 posti di conducente di automezzi, area Assistenti già area funzionale seconda indetto dal Ministero della Giustizia Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi- Direzione Generale del Personale e della Formazione; 3) dei verbali di correzione della prova scritta; -OMISSIS-) della prova scritta stessa, nelle parti di interesse; 5) dei verbali inerenti la formulazione e la validazione del quesito nella parte da intendersi lesivi per il ricorrente; 6) del bando di concorso, over ritenuto opportuno; 7) di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale, tra cui: a. verbale di convocazione per la prova pratica; per l’accertamento del diritto del ricorrente all’assegnazione del punteggio positivo in melius (+1,50) sul quesito n. 19 della prova scritta per i motivi individuati in narrativa e, per l’effetto, per il riconoscimento della rettifica in aumento del punteggio ottenuto alla prova scritta pari -OMISSIS- per la conseguente declaratoria di illegittimità del modus operandi della P.A. con conseguente condanna in forma specifica delle Amministrazioni in indirizzo, ognuna per quanto di spettanza, ad assegnare alla ricorrente il punteggio positivo sul titolo di servizio; in ogni caso, con l’ordine nei confronti della P.A. di adottare ogni provvedimento ritenuto più opportuno per la tutela dei diritti del ricorrente

Giustizia amministrativa202508042

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: esito della prova scritta e atti di correzione di un concorso pubblico, nella parte relativa alla valutazione del quesito n. 19 e al conseguente punteggio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione e commissione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, partecipante a un concorso pubblico per 1.000 conducenti di automezzi, ha contestato il punteggio attribuito alla prova scritta e la mancata assegnazione di 1,50 punti per il quesito n. 19. Il quesito chiedeva dove dovesse essere collocato il veicolo in caso di fermata o sosta sul lato destro della carreggiata non affiancata da marciapiede rialzato. Il candidato aveva scelto la risposta c), relativa alla collocazione del veicolo il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, mentre l’Amministrazione aveva ritenuto corretta la risposta b), relativa alla necessità di lasciare almeno un metro per il passaggio dei pedoni. Il ricorrente ha dedotto l’ambiguità del quesito, sostenendo che la risposta c) sarebbe stata corretta con riferimento alla disciplina applicabile fuori dei centri abitati, mentre la risposta b) sarebbe stata corretta per la disciplina dei centri abitati. Ha denunciato violazione dei principi di imparzialità, trasparenza, par condicio concorsorum, favor partecipationis, uguaglianza e buon andamento, nonché eccesso di potere per manifesta irragionevolezza, illogicità, contraddittorietà, difetto di istruttoria, travisamento dei fatti, disparità di trattamento e ingiustizia manifesta.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo corretta la valutazione dell’Amministrazione. L’art. 157, comma 2, del Codice della strada stabilisce, per la fermata o sosta in presenza di carreggiata non affiancata da marciapiede rialzato, che deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore a un metro; tale previsione rende corretta la risposta b). Il comma 3 disciplina invece le situazioni fuori dei centri abitati, imponendo, in caso di impossibilità di collocare il veicolo fuori della carreggiata, di posizionarlo il più vicino possibile al margine destro. Secondo il giudice, tuttavia, la formulazione del quesito non autorizzava a riferire la fattispecie alla sosta fuori dei centri abitati, non essendo tale contesto esplicitato. Esclusa l’ambiguità dedotta, sono state ritenute infondate le censure di illegittimità degli atti concorsuali. La domanda cautelare era stata già respinta. Le spese di lite sono state compensate per la particolarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 157, comma 2, d.lgs. 285/1992

    in caso di fermata o di sosta il veicolo deve essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Qualora non esista marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro

    La disposizione è stata applicata per individuare come corretta la risposta relativa al mantenimento di uno spazio non inferiore a un metro per il transito dei pedoni.

  • art. 157, comma 3, d.lgs. 285/1992

    i veicoli in sosta o in fermata devono essere collocati fuori della carreggiata; in caso di impossibilità, la fermata e la sosta devono essere effettuate il più vicino possibile al margine destro della carreggiata

    La disposizione riguarda le situazioni fuori dei centri abitati, ma non è stata ritenuta applicabile al quesito, che non esplicitava tale contesto.

Massime di principio

  • In una prova concorsuale a risposta multipla, la correttezza della risposta deve essere valutata sulla base del contesto normativo desumibile dalla formulazione del quesito; il candidato non può assumere un ambito applicativo speciale o alternativo della disciplina se tale ambito non è esplicitato nel quesito.
  • La presenza di una disciplina differenziata per contesti territoriali diversi non rende di per sé ambiguo un quesito concorsuale quando la formulazione, letta secondo il suo significato ordinario e sistematico, è riferibile alla disciplina generale applicabile al caso prospettato.
  • La scelta dell’opzione corretta in un quesito concorsuale è legittima quando l’Amministrazione individua, sulla base della normativa richiamata, una sola risposta coerente con la fattispecie descritta, senza che il candidato possa fondare l’ambiguità su una diversa fattispecie non indicata nel testo.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubblici
RamiPubblico impiego e concorsi
SottomaterieProve e valutazione delle commissioni
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEccesso di potereProporzionalità e ragionevolezza

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