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Cassazione Civile, Ordinanza n. 15853/2022 del 17/05/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (parte privata)

La controversia

La parte ricorrente ha chiesto la correzione di un preteso errore materiale contenuto nell'ordinanza della Corte di cassazione che, in un precedente giudizio, aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso contro una sentenza della Corte d'appello. Secondo l'istanza, la Corte avrebbe erroneamente omesso di considerare una memoria depositata ai sensi dell'art. 380-bis, comma 2, c.p.c. e i documenti allegati, dai quali risultava l'attestazione di conformità agli originali telematici della relata di notificazione e della ricevuta di avvenuta consegna. In sostanza, il ricorrente sosteneva che, tenendo conto di tale documentazione, il ricorso originario sarebbe stato ammissibile. La Corte ha però rilevato che la domanda non riguardava un mero errore materiale, ma contestava il contenuto decisorio dell'ordinanza, prospettando semmai un errore di diritto o, al più, un errore di fatto revocatorio senza però dedurne i presupposti richiesti dall'art. 395 n. 4 c.p.c.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile l'istanza di correzione di errore materiale. Ha affermato che il procedimento ex art. 287 c.p.c. è utilizzabile solo per correggere discrepanze tra la volontà del giudice e la sua materiale rappresentazione grafica, non per modificare il contenuto sostanziale della decisione. Poiché l'istanza mirava, di fatto, a ottenere la riforma dell'ordinanza precedente con declaratoria di ammissibilità del ricorso, essa esulava dall'ambito della correzione materiale. Nessuna statuizione sulle spese è stata adottata, per mancata attività difensiva dell'intimato.

Norme richiamate

  • art. 287 c.p.c.

    Il procedimento di correzione degli errori materiali è esperibile solo per eliminare un difetto di corrispondenza tra ideazione del giudice e rappresentazione grafica del provvedimento, senza incidere sul contenuto concettuale e sostanziale della decisione.

  • artt. 375 c.p.c., 376 c.p.c. e 380-bis c.p.c.

    Sono richiamati come base procedurale della trattazione camerale del ricorso, ritenuto destinato all'inammissibilità.

  • art. 380-bis, comma 2, c.p.c.

    La memoria depositata oltre i termini è ritenuta tardiva e quindi inutilizzabile ai fini della decisione.

  • art. 395 n. 4 c.p.c.

    L'eventuale deduzione di un errore di fatto revocatorio deve rispettare i presupposti specifici dell'azione di revocazione; in mancanza, non può esservi conversione dell'istanza di correzione.

Massime di principio

  • La correzione dell'errore materiale non può essere utilizzata per ottenere una revisione del decisum o per ribaltare il dispositivo della sentenza o ordinanza impugnata.
  • L'errore materiale è configurabile solo quando vi sia un mero scarto tra la volontà decisoria e la sua esteriorizzazione testuale, chiaramente rilevabile dal provvedimento stesso.
  • Se la parte contesta la valutazione giuridica compiuta dal giudice o deduce un errore di fatto revocatorio, il rimedio non è la correzione materiale, ma, ricorrendone i presupposti, la revocazione ex art. 395 n. 4 c.p.c.
  • La memoria o documentazione depositata oltre i termini processuali non può essere presa in considerazione se la Corte ne ha rilevato l'inammissibilità per tardività.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiNullitàGiudicato

Testo integrale

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