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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 16859/2023 del 13/06/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il notaio Mazzullo fu dichiarato responsabile per aver prestato denaro (2010) a un inquilino moroso (Musumeci), aver ricevuto in datio in solutum la cessione di due contratti preliminari (11/7/2013) e aver poi personalmente rogato (16/7/2013) un atto di vincolo a parcheggio relativo agli stessi immobili di cui era promissario acquirente. La CO.RE.DI. gli inflisse la sospensione di 6 mesi per violazione dell'art. 28 legge notarile (atto in cui aveva interesse indiretto) e 2 mesi per violazione dell'art. 147 lett. a) per comportamenti incompatibili con il decoro e il prestigio della professione. La Corte d'appello di Palermo confermò le sanzioni. Il ricorrente impugnò per prescrizione, carenza motivazionale e per aver erroneamente negato le attenuanti specifiche (ravvedimento operoso ex art. 144).

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato i motivi diretti ad escludere la sussistenza di un collegamento funzionale unitario tra i fatti (prescrizione e vizi motivazionali), ritenendo corretta la ricostruzione secondo cui i diversi atti avevano una stretta interdipendenza funzionale volta al conseguimento del profitto derivante dal mutuo non restituito. Tuttavia la Corte ha accolto il motivo relativo alla applicazione delle attenuanti specifiche ex art. 144 (ravvedimento operoso), ritenendo che la Corte territoriale aveva interpretato erroneamente la portata della discrezionalità e che il ravvedimento operoso — anche se posto in essere dopo la contestazione disciplinare — può dare luogo alla diminuzione o sostituzione della sanzione come previsto dalla norma. Perciò la Cassazione ha cassato l'ordinanza limitatamente a questo profilo e ha rinviato alla Corte d'appello di Palermo in diversa composizione perché valuti se il comportamento riparativo del notaio integri le attenuanti specifiche e, in caso affermativo, applichi la conseguente riduzione o sostituzione della sanzione e regoli le spese.

Norme richiamate

  • Legge notarile 16/02/1913 n.89 - art. 28 comma 1 n.3

    Sanziona la stipula di atti in cui il notaio abbia un interesse personale; nella fattispecie la Corte ha ritenuto che la stipula dell'atto di vincolo a parcheggio, posto dall'incolpato in presenza di un interesse indiretto, integra la fattispecie punibile e non è affetta da prescrizione essendo l'ultimo atto posto in essere entro il termine quinquennale.

  • Legge notarile 16/02/1913 n.89 - art. 147 lett. a)

    Clausola generale disciplinare che punisce comportamenti idonei a ledere decoro, dignità e prestigio del notaio; la Corte ha ritenuto che più atti, pur posti in tempi diversi, possano essere valutati come un'unica condotta rilevante ai fini di questa norma quando risultino strettamente interdipendenti funzionalmente.

  • Legge notarile - art. 144 (come modificato dall'art.26 d.lgs. 1/8/2006 n.249)

    Prevede attenuanti specifiche per il ravvedimento operoso: il legislatore limita la discrezionalità del giudice disciplinare nella misura in cui, se è accertato il ravvedimento operoso (adoperarsi per eliminare le conseguenze o riparare interamente il danno), la sanzione pecuniaria deve essere diminuita o sostituita. La Cassazione ha richiamato la necessità che la Corte territoriale verifichi se il comportamento riparativo integri le ipotesi previste dalla norma e applichi conseguentemente la riduzione o la diversa sanzione.

  • Codice di procedura civile - art. 116

    Riconosce al giudice del merito il prudente apprezzamento dei fatti; la Corte di legittimità ha richiamato che tale apprezzamento è sindacabile in Cassazione solo per vizi logici o giuridici, ma non per valutazioni congrue e motivate.

  • Codice di procedura civile - art. 360 (motivi di cassazione)

    Norma criterio per i mezzi di impugnazione in Cassazione; i motivi del ricorso sono stati in parte esaminati e selezionati sulla base delle fattispecie previste dall'art. 360.

  • Decreto legislativo 1/8/2006 n.249 (modifica art.144)

    art. 26 d.lgs. 1/8/2006 n.249

    Ha riformulato l'art.144 limitando la discrezionalità del giudice disciplinare in caso di ravvedimento operoso: ove sussista, il giudice deve applicare la diminuzione ovvero l'unica sanzione pecuniaria prevista.

Massime di principio

  • Più atti posti in tempi diversi possono essere considerati una 'condotta unitaria' ai fini disciplinari se tra essi sussiste un nesso di interdipendenza funzionale diretto al conseguimento di un vantaggio personale: in tal caso la prescrizione decorre dall'ultimo atto utile.
  • La configurazione dell'illecito come unitario è distinta dall'istituto della continuazione: la continuazione (tipica del diritto penale) richiede un disegno criminoso preventivo e non è automaticamente applicabile in sede disciplinare.
  • L'atto notarile è censurabile anche quando tecnicamente avrebbe potuto essere rogato da altro notaio: rileva il fatto che l'incolpato abbia stipulato l'atto con piena consapevolezza e per ottenere un vantaggio personale.
  • Le attenuanti specifiche per il ravvedimento operoso (art.144) possono trovare applicazione anche se le condotte riparatorie sono intervenute dopo la contestazione disciplinare; se ricorrono i presupposti la norma vincola il giudice ad una riduzione o a una sostituzione della sanzione pecuniaria.
  • Per far valere l'attenuante specifica è necessario provare che il notaio si sia effettivamente adoperato per eliminare le conseguenze dannose o abbia riparato interamente il danno; l'accertamento spetta al giudice del merito e deve essere riesaminato dal giudice che decide il rinvio.
  • Il sindacato di legittimità sulla valutazione dei fatti è limitato: la Cassazione non sostituisce il giudizio di merito se questo è congruamente motivato, ma controlla la corretta applicazione delle norme (es. art.144) e l'assenza di vizi logici o giuridici nella motivazione.

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