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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14187/2024 del 08/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

TERRAZZINI impugnava la sentenza della Corte d'appello di Palermo che lo aveva confermato nella condanna per il delitto commesso il 23/11/2010 (artt. 624 e 625, c.1, n.2 c.p.). Il ricorso contestava, tra altri motivi, l'avvenuta contestazione in udienza del 16/05/2018 di un'ulteriore circostanza aggravante (art.625, c.1, n.7 c.p.), sollevando che tale contestazione era intervenuta dopo la decorrenza del termine di prescrizione calcolato per il reato così come originariamente contestato (prescrizione maturata il 23/11/2016).

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso sul primo motivo: ha ritenuto che la contestazione tardiva della circostanza aggravante (art.625, c.1, n.7) non può essere considerata per prolungare il termine di prescrizione se è stata introdotta dopo la scadenza del termine prescrizionale già decorso per il fatto originario. Ha richiamato la sentenza delle Sezioni Unite n.49935/2023 (Domingo) che stabilisce il principio in tema di aumento di pena per recidiva con effetto speciale. Per effetto di ciò ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.

    Individua il reato di furto contestato all'imputato; utilizzato come riferimento per il fatto originario commesso il 23/11/2010.

  • art. 625, comma 1, n.2 e n.7 cod. pen.

    Articolo che elenca le circostanze aggravanti: n.2 e n.7 sono state rilevanti nella contestazione. In particolare la n.7 (o l'aggravante aggiunta in udienza) è stata contestata tardivamente e la Corte ha ritenuto che tale contestazione non possa prolungare i termini di prescrizione già decorso.

  • Sentenza Sezioni Unite n.49935 del 28/09/2023 (Domingo, Rv.285517)

    Principio richiamato: l'aumento di pena per la recidiva che integri una circostanza aggravante ad effetto speciale non incide sul calcolo del tempo necessario a prescrivere se tale circostanza aggravante è stata oggetto di contestazione suppletiva dopo la decorrenza del termine di prescrizione previsto per il reato come originariamente contestato.

Massime di principio

  • Se una circostanza aggravante che aumenta la pena viene contestata solo dopo che è già scaduto il termine prescrizionale per il reato così come originariamente contestato, quella contestazione tardiva non può essere utilizzata per estendere o ricalcolare la prescrizione.
  • È essenziale verificare la data di maturazione della prescrizione rispetto alla data in cui vengono formulate contestazioni suppletive o aggravanti in corso di processo.
  • La difesa deve far valere tempestivamente l'eccezione di prescrizione ogni qualvolta emergano contestazioni sopravvenute che possano incidere sul profilo prescrizionale.
  • Il pubblico ministero deve contestare le aggravanti rilevanti già in fase iniziale per evitare che tardive integrazioni compromettano l'esito del procedimento per prescrizione.
  • Distinguere sempre tra aggravanti 'ad effetto speciale' (che aumentano la pena in modo collegato a recidiva/particolari condizioni) e altre circostanze che invece incidono sul reato sin dall'origine, per comprendere se e come incidono sul termine prescrizionale.
  • La giurisprudenza di legittimità, in particolare le Sezioni Unite, può determinare principi vincolanti sul calcolo della prescrizione rispetto a integrazioni contestuali: verificare sempre l'orientamento più recente.

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