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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30644/2025 del 12/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha dedotto violazione dell'art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p., in relazione all'art. 192 c.p.p., lamentando contraddittorietà, manifesta illogicità e insufficienza della motivazione della sentenza d'appello. Contestava in particolare: a) la mancata prova che l'incendio dell'autovettura fosse doloso (mancanza di accertamenti tecnici a confutare la relazione dei Vigili del Fuoco che non avevano riscontrato indizi di dolo); b) l'identificazione incerta del soggetto ripreso dalle telecamere con l'imputato; c) l'assenza di elementi che dimostrassero la modalità con cui il soggetto avrebbe appiccato il fuoco (la persona ripresa non era vista trasportare nulla).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando senza rinvio la sentenza della Corte d'appello perché "il fatto non sussiste". Ha ritenuto illegittima la riforma della sentenza assolutoria operata in appello, che si era limitata a proporre un'interpretazione alternativa del medesimo compendio probatorio senza essere più persuasiva o avere argomenti dirimenti. La Corte ha evidenziato che il Tribunale di primo grado aveva basato l'assoluzione sulla mancanza di prova della natura dolosa dell'incendio, in particolare sulla relazione dei Vigili del Fuoco e sull'assenza di accertamenti tecnici successivi, e che la Corte d'appello non si è adeguatamente confrontata con questa motivazione logica e articolata. Per tali ragioni, data la manifesta assenza di elementi di fatto idonei a sostenere la condanna, la sentenza d'appello è stata annullata senza rinvio.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    È il motivo di ricorso invocato per censurare la motivazione della sentenza impugnata: la Corte ne ha valutato la dedotta contraddittorietà, illogicità e insufficienza rispetto al compendio probatorio.

  • art. 192 c.p.p.

    Richiamato in relazione alla valutazione della prova e all'onere motivazionale: la censura sostiene che la decisione d'appello non ha adeguatamente confrontato e valutato le prove raccolte in primo grado.

  • art. 533, comma 1 c.p.p. (richiamato dalla giurisprudenza)

    Richiama il principio secondo cui la condanna richiede la prova della colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio; la Corte sottolinea che, in assenza di elementi nuovi o più persuasivi, non è ammessa una riforma peggiorativa basata sul medesimo materiale probatorio.

  • Giurisprudenza - Sez. 2, n. 27018 del 27/03/2012 (Urciuoli)

    Precedente richiamato per il principio secondo cui la sentenza d'appello che riformi un'assoluzione deve offrire argomentazioni dirimenti che rendano insostenibile la decisione assolutoria; non è sufficiente un'interpretazione alternativa del medesimo materiale probatorio.

  • Giurisprudenza - Sez. U, n. 45276 del 30/10/2003

    Citata per il principio che, se manca manifestamente materiale probatorio idoneo a sostenere la condanna, la Cassazione può annullare senza rinvio per insussistenza del fatto.

Massime di principio

  • La Corte di appello non può rovesciare una sentenza assolutoria basandosi sul medesimo materiale probatorio a meno che non fornisca argomenti nuovi e dirimenti che dimostrino l'insostenibilità della decisione di primo grado.
  • La presenza di riprese video o di dichiarazioni della parte offesa non è di per sé sufficiente a provare un reato doloso se manca un accertamento tecnico (es. perizia sugli elementi di incendio) che confuti le risultanze obiettive iniziali (quali la relazione dei Vigili del Fuoco).
  • L'identificazione da telecamere deve essere provata in modo convincente: se l'immagine è incerta o non mostra elementi decisivi (es. strumenti usati per appiccare il fuoco), non può reggere una condanna da sola.
  • Quando il primo giudice fonda l'assoluzione su elementi oggettivi e motivati (es. rapporto dei Vigili del Fuoco che non riscontra indizi di dolo), l'accusa deve esibire indagini supplementari o nuove evidenze per superare il ragionevole dubbio.
  • La Cassazione può disporre l'annullamento senza rinvio quando è manifesta l'assenza di elementi di fatto utilizzabili in senso contrario rispetto alle decisioni di merito.

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