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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31992/2022 del 30/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Roma che, riformando parzialmente il provvedimento del GIP, ha ritenuto entrambi colpevoli del delitto di tentata estorsione in danno di Salemme Giuseppe per avere, mediante plurime minacce di morte e atti idonei, tentato di costringere la vittima a consegnare la somma di Euro 6.000. Capasso ha dedotto che la pretesa era in realtà una richiesta legittima di restituzione di un prestito (quindi ingiusta qualificazione della fattispecie e mancanza dell'elemento psicologico dell'estorsione) e ha contestato la valutazione dell'attendibilità della persona offesa e la mancata escussione di un teste (Macchiusi Fausto). Cipolletti ha contestato la mancanza di prove circa il suo concreto contributo all'azione estorsiva, l'insufficiente valutazione delle censure difensive e il diniego delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto i motivi generici perché non si confrontano con le articolate e motivate argomentazioni della Corte d'appello, che aveva ritenuto attendibili le dichiarazioni della persona offesa e rilevanti i riscontri investigativi (messaggi whatsapp e circostanze del viaggio a Fondi, nonché messaggi che dimostravano disponibilità a usare violenza). La Cassazione ha inoltre stabilito che la rinunzia alla trattazione orale pervenuta dopo la fissazione dell'udienza è priva di effetto. Per l'inammissibilità i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e alla somma di Euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 133 c.p.

    Richiamata in relazione alla determinazione della pena: la Corte ha riconosciuto le attenuanti generiche ma le ha ritenute non prevalenti sulle aggravanti, fornendo motivazione adeguata sulla scelta del trattamento sanzionatorio.

  • art. 62-bis c.p.

    Richiamato nel contesto della valutazione delle circostanze (attenuanti/agggravanti): la Corte ha valutato le circostanze e motivato il diniego della prevalenza delle attenuanti generiche in presenza di elementi aggravanti.

  • art. 629 c.p. (delitto di estorsione)

    La Corte ha interpretato la fattispecie come tentata estorsione ritenendo integrati gli elementi tipici: minaccia idonea, atti diretti a costringere la vittima alla consegna di denaro e la volontà di conseguire un profitto illecito; ha ritenuto sufficienti le dichiarazioni della persona offesa se corroborate da riscontri (messaggi e circostanze investigative).

Massime di principio

  • Le dichiarazioni della persona offesa, se credibili e corroborate da riscontri oggettivi (messaggi, comportamenti dei presunti autori, circostanze del luogo/tempo), possono essere considerate sufficienti a fondare la condanna per estorsione.
  • La contestazione che la somma fosse un prestito richiede prova del titolo giuridico a vantaggio del presunto creditore; l'assenza di tale titolo e l'uso di minacce o di terzi per ottenere il pagamento trasformano la pretesa in estorsiva.
  • La presenza fisica in luogo e tempo dei fatti e la partecipazione a un viaggio mirato a riscuotere la somma rappresentano elementi probatori significativi del concorso di più persone nell'azione estorsiva.
  • L'uso o la proposta di avvalersi di violenza tramite terzi (anche con accordo o promessa di compenso) è idoneo a integrare l'elemento soggettivo e oggettivo dell'estorsione per tutti i partecipanti al progetto criminoso.
  • La richiesta di escutere testimoni reputati non necessari dalla Corte d'appello può essere ritenuta non indispensabile se esistono altri riscontri probatori diretti o indiretti che corroborano la versione della persona offesa.
  • Le attenuanti generiche possono essere riconosciute ma non prevalgono automaticamente; la loro incidenza è subordinata alla valutazione comparata con le aggravanti e deve risultare adeguatamente motivata.
  • La rinuncia alla trattazione orale, se comunicata dopo la fissazione dell'udienza, può essere priva di efficacia: una volta scelta la trattazione orale e fissata l'udienza, tale opzione processuale non è revocabile.

Testo integrale

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