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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28004/2022 del 19/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza di rigetto del riesame avverso il decreto di sequestro probatorio (dispositivo elettronici e documentazione ritenuta riconducibile alla Palladio s.r.l., società fallita) contestando: (1) la nullità e carenza motivazionale del decreto di sequestro, perché privo di descrizione dei fatti ipotizzati, della loro riconduzione alle fattispecie incriminatrici e della relazione tra reati e beni sequestrati; (2) la violazione del principio di proporzionalità e adeguatezza per l'acquisizione indiscriminata di interi dispositivi informatici contenenti dati personali e non pertinenti, senza criteri di selezione né limiti temporali per l'estrazione dei dati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso in parte fondato. Ha escluso la nullità formale del decreto (primo motivo) ritenendo congrua la finalità probatoria e la connessione tra reato ipotizzato e beni sequestrati, ma ha ritenuto fondato il secondo motivo relativo al principio di proporzionalità/adeguatezza limitatamente agli aspetti temporali e di verifica della necessità del mantenimento del vincolo. La Corte ha annullato il provvedimento impugnato con rinvio al Tribunale (per verificare l'adeguatezza della durata del sequestro, le ragioni per cui non è stato possibile estrarre i dati al momento dell'apprensione e, se necessario, ridurne l'incidenza sui diritti dei ricorrenti). La sentenza precisa inoltre principi operativi: possibilità di sequestrare temporaneamente l'intero dispositivo quando non è possibile estrarre selettivamente i dati sul posto e quando i dispositivi sono connessi all'attività imprenditoriale collegata al reato; obbligo di procedere in fasi (sequestro, formazione di copia forense, estrazione dei dati pertinenti) e di non protrarre il vincolo oltre il tempo ragionevolmente necessario.

Norme richiamate

  • art. 125 c.p.p., comma 3

    Richiamata in ordine alla legittimità e motivazione dei provvedimenti cautelari reali; la Corte ha valutato la motivazione complessiva del decreto alla luce dei requisiti giurisprudenziali

  • art. 253 c.p.p.

    Norma sul sequestro probatorio: utilizzata per valutare i requisiti e i limiti del provvedimento ablativo nei confronti di cose e supporti informatici

  • art. 275 c.p.p.

    Richiamata in relazione ai criteri di proporzionalità e adeguatezza nell'adozione delle misure cautelari reali

  • art. 42 Cost.

    Richiamato in punto di limitazione dei diritti personali da parte dell'ordinamento: la Corte osserva che la restrizione può essere giustificata da provvedimenti dell'autorità giudiziaria nei casi consentiti dalla legge

  • art. 1 del Primo Protocollo addizionale alla CEDU

    Richiamato per il principio di tutela della proprietà e per la necessità di bilanciare le esigenze investigative con i diritti dei privati; la Corte richiama la giurisprudenza E.D.U. sul parametro temporale e proporzionalità

  • art. 262 c.p.p., comma 1

    "quando non è necessario mantenere il sequestro a fini di prova"

    Interpretato per sottolineare la natura temporanea del sequestro probatorio: la restituzione è prevista non appena non sussista più la necessità investigativa

  • art. 247 c.p.p., comma 1-bis

    Richiamato come riferimento operativo per le modalità di perquisizione e per la sequenza di operazioni (formazione di copia forense ed estrazione dei dati) che riducano l'invasività dell'intervento

Massime di principio

  • La mera indicazione normativa nel decreto di sequestro non è necessariamente nulla se la finalità probatoria e la connessione tra reato e beni risultano complessivamente desumibili; tuttavia la motivazione deve consentire di comprendere la relazione tra oggetti sequestrati e fatti ipotizzati
  • Il sequestro di un intero dispositivo informatico può essere legittimo quando non è possibile estrarre o selezionare immediatamente i dati in luogo e quando è verosimile che il dispositivo contenga dati attinenti all'attività oggetto di indagine (es. attività imprenditoriale collegata al reato)
  • Il principio di proporzionalità si valuta anche sul profilo temporale: il vincolo reale deve durare solo il tempo strettamente necessario per la formazione della copia forense e l'estrazione dei dati pertinenti; il giudice del riesame deve verificare l'adeguatezza della durata e le ragioni dell'eventuale protrazione
  • La selezione dei dati pertinenti si basa sul criterio della pertinenzialità rispetto al reato ipotizzato; non è sempre necessario che il provvedimento iniziale indichi criteri di ricerca molto dettagliati se la vicenda criminosa è sufficientemente delineata, ma occorre evitare acquisizioni indiscriminate prolungate
  • La presenza di dati personali o di contenuti a carattere privato nei dispositivi non impedisce a priori il sequestro probatorio, purché la misura sia disposta nei limiti di legge, persegua una finalità probatoria legittima e sia esercitata con modalità che riducano al minimo l'impatto sui diritti (fasi operative, restituzione, cauzione/obblighi)
  • In sede di riesame il tribunale non può esimersi dal controllare la necessità e la proporzionalità temporale del mantenimento del sequestro e richiedere se del caso la restituzione o la limitazione del vincolo se non sussistono più le condizioni per la sua conservazione

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