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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20634/2023 del 15/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della conferma della condanna per essersi allontanato dall'abitazione durante la detenzione domiciliare (ex art. 385 c.p.), con doglianza principale sul vizio di motivazione relativo all'applicazione della recidiva reiterata ex art. 99 c.p.: il difensore deduce che la Corte territoriale ha giustificato la recidiva soltanto con un generico richiamo allo "stato di detenzione" e alla "elevata capacità criminale e insofferenza alle prescrizioni", senza spiegare in che modo detta condotta o situazione concretamente dimostrino incremento di pericolosità o ripetizione delinquenziale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto insufficiente la motivazione della Corte d'appello sull'applicazione della recidiva facoltativa, richiedendo una specifica valutazione rispetto a elementi quali natura e omogeneità dei precedenti, distanza temporale, occasionalità delle ricadute e altri indici di personalità e colpevolezza. Ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Torino, affinché venga adeguatamente motivata la decisione sulla recidiva.

Norme richiamate

  • art. 385 cod. pen.

    Norma indicata come titolo del reato per cui è stato condannato l'imputato (allontanamento dall'abitazione durante detenzione domiciliare)

  • art. 99 cod. pen.

    Norma sulla recidiva; la Corte ha richiamato il principio secondo cui l'applicazione della recidiva facoltativa richiede motivazione specifica e valutazione della effettiva ripetizione delinquenziale e della pericolosità

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. U, n. 5859/2011; Sez. 6, n. 56972/2018; Sez. 6, n. 16244/2013)

    Principi consolidati richiedono che il giudice verifichi, al di là del mero riscontro formale dei precedenti, elementi come natura dei reati, omogeneità, distanza temporale, livello di offensività, occasionalità delle ricadute e altri indici della personalità del reo prima di applicare la recidiva

Massime di principio

  • L'applicazione della recidiva facoltativa richiede una motivazione specifica e non può fondarsi su affermazioni generiche o sul mero stato di detenzione dell'imputato
  • Il giudice deve valutare elementi concreti: natura e omogeneità dei precedenti, distanza temporale, occasionalità delle ricadute, gravità e tipologia delle condotte e altri indici della personalità e del grado di colpevolezza
  • Se la motivazione sulla recidiva è carente, la sentenza può essere annullata e rinviata per un nuovo esame; è quindi efficace impugnare la recidiva quando la motivazione si limita a dichiarazioni di principio o a fatti passivi
  • Non è ammissibile considerare lo status detentivo come prova automatica di maggior pericolosità: occorre spiegare il nesso causale tra i precedenti o comportamenti specifici e la maggiore capacità o disposizione a delinquere
  • In sede difensiva è utile chiedere al giudice un espresso e analitico confronto tra attenuanti e recidiva (se rilevanti) e pretendere che ogni valutazione sia ancorata a fatti e circostanze concrete

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