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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37349/2022 del 03/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza di conferma del decreto di perquisizione e sequestro probatorio, censurando: 1) violazione del principio di proporzionalità e mancanza di nesso di pertinenza tra le cose sequestrate (in particolare contenitori digitali e copia integrale dei dati) e i reati di corruzione e accesso abusivo a sistemi informatici; 2) eccessiva ampiezza e funzione esplorativa del sequestro, con trattenimento di dati personali e documenti potenzialmente coperti da riservatezza (art. 103 c.p.p.); 3) mancata indicazione concreta di quali cose siano state sequestrate e di quali operazioni di selezione dei dati siano state compiute; 4) carenza del requisito del fumus commissi delicti, specie rispetto a due specifiche ipotesi corruttive (Lingotto e OGR) e alla posizione di ciascun ricorrente (assenza di elementi probatori sufficienti o confutazione da atti difensivi).

La decisione

La Corte ha ritenuto i ricorsi fondati in parte. Ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e il decreto del P.M. del 1/12/2021 nei confronti di La Rosa Lorenzo, Ravera Alessia e Resio Matteo, disponendone la immediata restituzione di quanto in sequestro, per carenze gravi nella motivazione circa l'identificazione delle cose sequestrate, il nesso di pertinenza e le modalità/tempistiche di selezione dei dati digitali. Quanto a Trentadue Maurizio Emilio, la Corte ha accolto il vizio di motivazione relativo al fumus corruttivo (la motivazione del Tribunale risultava sintetica e non ha valutato adeguatamente le prove difensive) e ha annullato l'ordinanza con rinvio al giudice di merito perché esamini compiutamente gli atti e verifichi la configurabilità del fumus per quel capo.

Norme richiamate

  • Art. 103 cod. proc. pen.

    citato nel testo in relazione alla riservatezza tra investigatore e difensore

    la Corte rileva che, se fossero stati sequestrati atti coperti da riservatezza, ciò richiederebbe specifica attenzione; il Tribunale non ha chiarito se e come sia stata tutelata tale riservatezza

  • Art. 42 Cost.

    richiamato come parametro costituzionale per la tutela della proprietà e della libera iniziativa economica nel bilanciamento richiesto dal principio di proporzionalità del sequestro

  • Primo Protocollo aggiuntivo alla Convenzione E.D.U., art. 1

    evoca la tutela della proprietà garantita dalla Convenzione; la Corte richiede che il sequestro sia adeguatamente motivato anche alla luce di tale tutela

  • Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea (art. 52, par. 1 e riferimenti a art. 49 par. 3)

    i limiti alle libertà devono rispettare i principi di idoneità, necessità e proporzionalità; la Corte li usa come parametro interpretativo per valutare la legittimità del sequestro probatorio

  • Sezioni Unite Cassazione, sent. n. 36072/2018 (Botticelli)

    principio giurisprudenziale secondo cui il decreto di sequestro probatorio deve motivare specificamente la finalità probatoria del vincolo anche quando l'oggetto identifichi il corpo del reato

  • Giurisprudenza Cassazione su copia integrale dei dati digitali (es. Sez. 6, n. 34265/2020; Sez. 6, n. 13156/2020; Sez. 6, n. 6623/2021)

    la copia integrale dei dati non giustifica il trattenimento indefinito: il P.M. può trattenere la copia solo per il tempo strettamente necessario alla selezione, deve predisporre adeguata organizzazione e restituire quanto non pertinente

Massime di principio

  • Il decreto di sequestro probatorio deve indicare chiaramente quali cose sono sequestrate e motivare in concreto la finalità probatoria; la generica qualificazione "cose pertinenti" non è sufficiente
  • Il principio di proporzionalità impone che il sequestro riguardi solo le cose realmente pertinenti al reato e che eventuali limitazioni alla proprietà o alla riservatezza siano adeguatamente bilanciate e motivate
  • Quando siano sequestrati contenitori digitali occorre creare una copia solo come strumento per la selezione: la copia integrale non giustifica il trattenimento prolungato dei dati e deve essere sottoposta a selezione tempestiva e documentata
  • Il giudice del riesame deve valutare con rigore il nesso di funzionalità non occasionale tra res e reato, soprattutto se il bene appartiene a soggetti terzi non indagati, e modulare il vincolo per ridurre l'impatto sui diritti
  • Se il provvedimento non chiarisce tempi, modalità e criteri di selezione dei dati sequestrati, il sequestro rischia di essere annullato e i beni restituiti
  • La prova del fumus commissi delicti richiede motivazione concreta e il confronto con le produzioni difensive; motivazioni sintetiche o omissioni significative possono determinare l'annullamento con o senza rinvio
  • In situazioni complesse il P.M. può disporre sequestri ampi ma deve prevedere misure compensative di garanzia (tempistiche obiettive, selezione rapida, protezione dei dati riservati) e rendicontare l'attività svolta

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