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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7310/2024 del 19/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Campobasso per un nuovo giudizio, rilevando una dissonanza tra gli elementi di imputazione (due assegni indicati negli atti cautelari) e la motivazione del Tribunale (tre assegni per 110.000 euro) e richiedendo che si valuti nuovamente se e in quale misura l'immobile sia stato acquistato con proventi illeciti.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale che aveva rigettato la richiesta di riesame del sequestro preventivo finalizzato alla confisca di un immobile ritenuto profitto del reato di riciclaggio. La ricorrente contestava che il Tribunale avesse erroneamente qualificato l'intero valore dell'immobile come profitto diretto del riciclaggio, duplicando il vantaggio e travalicando il perimetro delle imputazioni (solo due assegni, per 40.000 e 35.000 euro, erano contestati come provenienti da appropriazione indebita), mentre il Tribunale aveva ritenuto provata la provenienza illecita di tre assegni per complessivi 110.000 euro senza adeguata motivazione.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione ai presupposti per il sequestro preventivo; la Corte ha rilevato che il sequestro per confisca deve essere fondato su elementi specifici che colleghino il bene al profitto del reato

  • Principio giurisprudenziale su confisca nel reato di riciclaggio (Sez. 2, n. 21820 del 26/04/2022, Rv. 283364)

    Sez. 2, n. 21820 del 26/04/2022, Rv. 283364

    La confisca diretta del profitto del reato di riciclaggio può riguardare solo il vantaggio patrimoniale effettivamente conseguito dal riciclatore e non l'intero ammontare delle somme ripulite tramite le operazioni di riciclaggio

  • Sentenza di annullamento della Corte di cassazione (sentenza n. 29051 del 2023)

    sentenza n. 29051 del 2023

    La Suprema Corte aveva già annullato e rinviato per la corretta qualificazione dell'immobile rispetto al criterio sopra richiamato, devolvendo al giudice del riesame la rivalutazione della qualificazione del profitto

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per la sintetica indicazione dei motivi di impugnazione, ai fini dell'istruzione del ricorso per cassazione

  • art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 18 dicembre 2020)

    art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 18 dicembre 2020)

    Norma richiamata per la disposizione sulla trattazione scritta del procedimento (processo penale telematico e modalità di trattazione)

Massime di principio

  • Per disporre un sequestro preventivo finalizzato alla confisca è necessario un nesso probatorio specifico tra il bene e la parte di profitto illecito effettivamente riconducibile all'imputato; non è lecito estendere la misura all'intero ammontare delle somme 'ripulite' senza prova della partecipazione diretta al profitto complessivo
  • Nel reato di riciclaggio la confisca diretta riguarda il vantaggio patrimoniale effettivamente conseguito dal riciclatore e non automaticamente l'intero importo delle operazioni di riciclaggio collegate al reato presupposto
  • Il giudice deve attenersi ai capi di imputazione e agli elementi di prova indicati negli atti cautelari: non può fondare il sequestro su circostanze non dedotte o non supportate da emergenze investigative adeguatamente motivate
  • In presenza di discrepanze tra quanto contestato in sede di imputazione e la motivazione del provvedimento cautelare, la Corte di cassazione può annullare e rinviare per un nuovo esame
  • Per validare un sequestro/conficazione il giudice deve indicare con chiarezza quali somme o strumenti finanziari siano state effettivamente utilizzate per l'acquisto dell'investimento e fornire il collegamento probatorio (assegni, conti, movimenti)
  • Quando solo una parte dei pagamenti è riconducibile a reati presupposto, la misura cautelare/confisca deve essere calibrata su quella parte e non sull'intero prezzo dell'investimento

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