Cassazione Penale, Sentenza n. 18261/2022 del 06/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno proposto istanza di revocazione avverso il decreto di confisca n.50/2018 emesso dal Tribunale di Roma e confermato dalla Corte d'appello di Roma, sostenendo che era emersa "prova nuova": la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa da Francesco Miozzi (29/01/2016), che attesterebbe la lecita provenienza delle somme oggetto di confisca. Hanno lamentato travisamento della prova e difetto di motivazione dell'ordinanza di inammissibilità.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la documentazione prodotta non costituisse prova nuova rilevante ai sensi dell'art. 28 d.lgs. n.159/2011, perché riproponeva questioni già esaminate in sede di prevenzione e non apportava elementi ulteriori rispetto al compendio valutato nei provvedimenti di prevenzione. I ricorrenti non hanno dimostrato che il documento fosse effettivamente scoperto dopo il giudicato né hanno invocato cause di forza maggiore che giustificassero la mancata produzione nei termini. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
d.lgs. n. 159 del 2011 (codice delle leggi antimafia)
art. 28, comma 1, lett. a) e comma 2
La norma richiede, per la revocazione ex tunc della confisca di prevenzione, l'esistenza di "prova nuova" intesa come elemento scoperto dopo la irrevocabilità del provvedimento o sopravvenuto dopo la conclusione del procedimento di prevenzione; non è prova nuova un elemento deducibile ma non prodotto nel procedimento originario.
disp. att. cod. proc. pen.
Limita la rappresentazione e motivazione del ricorso in cassazione, imponendo sinteticità nella esposizione degli argomenti; richiamata per i limiti formali della motivazione contenuta nel ricorso.
Massime di principio
- Per ottenere la revocazione di una misura di prevenzione patrimoniale occorre produrre prova effettivamente nuova: cioè scoperta dopo l'irrevocabilità del provvedimento o sopravvenuta dopo la chiusura del procedimento di prevenzione.
- Documenti o dichiarazioni che ripropongono argomentazioni già esaminate in sede di prevenzione non sono idonei a fondare la revocazione e possono essere dichiarati inammissibili.
- Se la prova esisteva già prima del giudicato, il ricorrente deve spiegare perché non sia stata prodotta prima (forza maggiore o impedimento valido); altrimenti si incorre in decadenza.
- Nella redazione del ricorso è fondamentale confrontarsi esplicitamente con la motivazione del provvedimento impugnato, mostrando in quale punto la nuova prova aggiunge elementi valutabili diversamente.
- L'inammissibilità del ricorso comporta normalmente condanna alle spese processuali e può determinare sanzioni pecuniarie (es. versamento alla cassa delle ammende).
- Prima di proporre revocazione è opportuno verificare se l'elemento sia effettivamente 'sopravvenuto' o 'scoperto' dopo il giudicato e se apporti valutazioni oggettivamente nuove rispetto al compendio probatorio già valutato.
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