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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11838/2022 del 30/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza della Corte di cassazione che aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso contro il rigetto, da parte del Tribunale del riesame di Napoli, dell'appello volto a ottenere la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. La Corte di cassazione aveva motivato l'inammissibilità con la circostanza che era pervenuta una rinuncia rituale al ricorso il 5/10/2021. Il ricorrente ha poi contestato che la presunta rinuncia riguardava invece una sentenza della Corte d'appello in altro procedimento e ha presentato un ricorso per errore materiale o di fatto (qualificato come ricorso ex art. 625-bis c.p.p.).

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile: la Corte ha ritenuto che il rimedio straordinario per errore materiale o di fatto previsto dall'art. 625-bis c.p.p. non è esperibile dal soggetto sottoposto ad indagini (è riservato al procuratore generale e al condannato) e che, inoltre, non è previsto contro ordinanze de libertate, essendo tali provvedimenti suscettibili di modificazioni. L'inammissibilità è stata dichiarata con trattazione camerale senza formalità di rito (ex art. 610, comma 5-bis c.p.p.). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende (ex art. 616 c.p.p.). Decisione resa il 24/02/2022.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il rimedio per errore materiale o di fatto è riservato al procuratore generale e al condannato; non è esperibile dalla persona sottoposta ad indagini preliminari e non è utilizzabile nei confronti di ordinanze de libertate.

  • art. 610, comma 5-bis cod. proc. pen.

    Consente la dichiarazione di inammissibilità con trattazione camerale e senza formalità di rito; la Corte ha applicato questa modalità procedurale per decidere sull'inammissibilità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Stabilisce la conseguenza della dichiarazione di inammissibilità: condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende, applicata nel caso concreto per euro 3.000.

Massime di principio

  • Il ricorso per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. non è uno strumento generale aperto a chiunque: è riservato al procuratore generale e al condannato; chi si trova in fase di indagini non può usarlo.
  • Le ordinanze 'de libertate' (provvedimenti cautelari sulla libertà personale) non hanno il carattere di irrevocabilità proprio delle sentenze di condanna; pertanto i rimedi straordinari tipici delle sentenze definitive non sono generalmente esperibili contro di esse.
  • Le questioni procedurali che riguardano l'identità dell'atto di rinuncia (ad es. se la rinuncia considerata dalla Corte riguardi un altro procedimento) richiedono il corretto inquadramento del rimedio; non conviene confondere il ricorso per errore materiale con altri rimedi ordinari o impugnazioni specifiche.
  • Se si contesta un errore materiale o di fatto nella decisione della Corte di cassazione, prima di proporre un ricorso ex art. 625-bis è necessario verificare la legittimazione soggettiva e la tipologia di provvedimento impugnato; in molti casi è preferibile chiedere rimedi interni (es. istanze di rettifica, segnalazioni al procuratore generale quando applicabile) o proporre impugnazioni appropriate entro i termini previsti.
  • La dichiarazione di inammissibilità può comportare condanna alle spese e previsioni sanzionatorie (es. somme alla Cassa delle ammende): occorre quindi valutare con attenzione la fondatezza e la correttezza formale del rimedio prospettato prima di proporlo.

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