Cassazione Penale, Sentenza n. 2646/2024 del 22/01/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto negativo di competenza sorto dopo che il Giudice per le indagini preliminari (GIP) aveva emesso decreto di giudizio immediato e gli imputati avevano chiesto il rito abbreviato ex art. 458 c.p.p.; il GIP aveva dichiarato inizialmente la propria incompetenza trasmettendo gli atti al Tribunale in composizione monocratica; il Tribunale a sua volta ha ritenuto di non essere competente ritenendo che la competenza fosse radicata nel GIP e ha sollevato conflitto negativo davanti alla Corte di Cassazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato la sussistenza del conflitto negativo e ha ritenuto competente il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova, disponendo la trasmissione degli atti al GIP. La decisione si fonda sull'interpretazione che l'art. 558-bis c.p.p. (introdotto dal d.lgs. 150/2022) estende il giudizio immediato ai reati a citazione diretta senza creare un rito separato e che, nella fattispecie, anche la decisione sulla richiesta di rito abbreviato post decreto di giudizio immediato spetta al GIP, quale giudice procedente e detentore del fascicolo; ciò non comporta regressione del procedimento ma ultrattività delle funzioni del GIP.
Norme richiamate
Disciplina il conflitto di competenza tra giudici e attribuisce alla Corte di Cassazione la risoluzione del conflitto negativo.
Introdotto dal d.lgs. 150/2022, consente il giudizio immediato per reati a citazione diretta; la Corte interpreta che la norma rinvia alle regole del giudizio immediato 'ordinario' e non attribuisce un diverso giudice, per cui la decisione spetta al GIP.
Ha modificato la disciplina procedurale estendendo il giudizio immediato e introducendo l'udienza predibattimentale; la riforma ha finalità di celerità e giustifica l'applicazione del rito immediato anche ai reati a citazione diretta.
Regola il giudizio abbreviato; se la richiesta di abbreviato è presentata nei termini previsti dopo decreto di giudizio immediato, la competenza a decidere spetta al GIP, che ha il fascicolo e funzioni procedenti.
art. 446, comma 1 e art. 457, comma 1 cod. proc. pen.
Confermano la disponibilità del fascicolo da parte del GIP e il suo ruolo di giudice procedente nelle fasi antecedenti il dibattimento, giustificando l'intervento del GIP sulla richiesta di rito.
art. 23 d.l. 28 ottobre 2020, n.137
Consente la trattazione scritta del procedimento dinanzi alla Corte di Cassazione; nel caso è stata disposta la trattazione scritta per le conclusioni dell'organo requirente e dell'Avvocatura generale.
orientamenti giurisprudenziali citati
La sentenza richiama precedenti della Corte di Cassazione (tra cui Sez. 1 n.31927/2023 e pronunce di Sez. U.) che confermano la competenza del GIP e il principio dell'ultrattività delle sue funzioni per riti endoprocessuali come l'abbreviato.
Massime di principio
- Se il GIP ha emesso decreto di giudizio immediato, la richiesta di rito abbreviato presentata nei termini compete al GIP, che detiene il fascicolo e svolge funzioni procedenti.
- L'art. 558-bis c.p.p., pur estendendo il giudizio immediato ai reati a citazione diretta, non crea un rito o un giudice diverso: le regole del giudizio immediato 'ordinario' si applicano e la decisione spetta al giudice procedente (GIP).
- La competenza del GIP per riti endoprocessuali successivi al decreto di giudizio immediato è un'ultrattività delle sue funzioni e non equivale a una regressione del procedimento.
- In presenza di conflitto negativo tra giudici, la Corte di Cassazione interviene e, di norma, conferma la competenza del giudice procedente salvo ragioni specifiche contrarie.
- Per evitare conflitti, il giudice che ritiene di essere incompetente dovrebbe motivare chiaramente l'insussistenza dei presupposti di sua ultrattività; le parti e l'ufficio requirente possono richiamare la giurisprudenza consolidata per sostenere la competenza del GIP.
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