Cassazione Penale, Sentenza n. 18349/2022 del 09/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma di condanna per i reati di falso e truffa (acquisto di un motociclo con patente falsificata e assegno falso, nonché uso di falsa identità). I motivi specifici: 1) vizio del riconoscimento fotografico della persona offesa (modalità suggestiva e non genuina); 2) erronea qualificazione della recidiva come "reiterata" anziché, al più, recidiva specifica infraquinquennale; 3) mancata concessione delle attenuanti generiche, con riferimento anche alla mancata comparizione personale dell'imputato; 4) doglianza sul trattamento sanzionatorio e sull'aumento per continuazione (rilevanza del reato coperto da giudicato e confronto con art. 497-bis c.2 c.p.).
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato inammissibile il ricorso nel resto, ma ha accolto il motivo relativo alla recidiva: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al riconoscimento della recidiva reiterata e rinviato alla Sezione distaccata di Bolzano della Corte di Appello di Trento per nuovo giudizio esclusivamente sul trattamento sanzionatorio collegato alla recidiva. Ha invece confermato irrevocabilmente l'affermazione di responsabilità e la maggior parte delle valutazioni di merito (validità del riconoscimento fotografico, diniego delle attenuanti generiche, applicazione della continuazione).
Norme richiamate
Codice penale - art. 497-bis comma 2
Richiamato dal ricorrente come reato grave oggetto di precedente giudicato; la Corte territoriale e di legittimità hanno ritenuto comunque corretta l'applicazione della continuazione avendo utilizzato la pena precedentemente determinata come base per il calcolo degli aumenti.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione - Sez. 2, Sentenza n. 15591 del 24/03/2021 (Rv. 281229-01)
Richiamata per chiarire i criteri di riconoscimento della recidiva reiterata: non è necessario che vi sia stata precedente dichiarazione di recidiva in altra sentenza; è sufficiente che, al momento del fatto, l'imputato fosse gravato da più condanne definitive che dimostrino una maggiore pericolosità sociale. Nel caso di specie la Corte di cassazione ha però ritenuto che dalle risultanze emergesse una sola condanna definitiva alla data del fatto, quindi non sussisteva la recidiva reiterata.
Massime di principio
- Un riconoscimento fotografico può essere ritenuto valido anche se la fotografia proviene da un documento falsificato, purché la persona offesa identifichi il soggetto senza incertezze e la motivazione sia adeguata.
- La recidiva reiterata richiede che, al momento della commissione del reato, l'imputato sia gravato da più condanne definitive tali da dimostrare una maggiore pericolosità sociale; la mera esistenza di una sola precedente condanna può configurare al più la recidiva specifica infraquinquennale.
- Se la qualificazione della recidiva incide sul trattamento sanzionatorio, un vizio in tale qualificazione comporta l'annullamento limitato a quella determinazione e il rinvio per nuovo giudizio sul quantum della pena.
- La mancata concessione delle attenuanti generiche deve essere motivata con elementi concreti; la mancata comparizione personale dell'imputato, se dovuta a detenzione, è un fatto processuale neutro e non costituisce di per sé elemento favorevole per l'applicazione delle attenuanti.
- La continuazione va calcolata correttamente prendendo come base la pena del reato più grave già coperto da giudicato; contestazioni sul rango di gravità di reati coperti da giudicato richiedono valutazione collegata al complesso delle condanne pregresse.
- Quando un motivo di impugnazione è manifestamente generico o la motivazione di merito è esaustiva e non contraddittoria, la cassazione può dichiarare il ricorso inammissibile o infondato su tali punti.
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