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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21709/2023 del 22/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso straordinario ex art. 625-bis cod. proc. pen. volto a correggere un errore di fatto/materiale della sentenza della Corte di Cassazione n. 1387/2022: la Corte non ha pronunciato l'estinzione del reato per prescrizione a causa di un errore nel calcolo del termine prescrizionale (errata percezione del tempus commissi delicti e della sommatoria dei giorni di sospensione). Il ricorrente deduce che il termine massimo di prescrizione era maturato il 16/01/2021 e che l'aggiunta di 306 giorni di sospensione non può condurre alla maturazione del termine il 2/04/2023, sicché il reato risultava già estinto. Il Procuratore Generale aveva chiesto l'annullamento senza rinvio per intervenuta prescrizione.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha chiarito i limiti dell'art. 625-bis e aderito all'indirizzo giurisprudenziale secondo cui l'omessa pronuncia di estinzione per prescrizione è emendabile con il rimedio di cui all'art. 625-bis quando derivi da un errore percettivo/materiale e non da una valutazione giuridica autonoma. Nel caso di specie la Corte ha accertato un evidente errore materiale di calcolo della prescrizione; perciò ha revocato la sentenza della Terza Sezione n. 1387/2022 e ha annullato senza rinvio la sentenza del Tribunale di Palermo del 3 novembre 2021 perché il reato si era estinto per prescrizione. È stata dunque pronunciata l'estinzione del reato e disposta l'annullamento senza rinvio.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Lo strumento consente il ricorso contro decisioni della Corte di cassazione viziati da errore materiale o di fatto; la Corte interpreta la norma nel senso che può essere invocata anche per correggere l'omessa pronuncia di estinzione per prescrizione quando l'omissione derivi da un errore percettivo o materiale (es. errato calcolo del tempus commissi delicti). Il comma 4 consente alla Corte, se accoglie la richiesta, di adottare i provvedimenti necessari per correggere l'errore, ivi compresa l'annullamento senza rinvio o la sostituzione della decisione.

Massime di principio

  • Il rimedio ex art. 625-bis è utilizzabile per correggere omissioni della Corte di cassazione derivanti da errori percettivi o materiali (es. calcolo errato dei termini della prescrizione), ma non per rettificare valutazioni giuridiche o di merito che costituiscono errori di diritto o di apprezzamento.
  • Per ottenere l'accoglimento è necessario dimostrare con chiarezza l'errore percettivo/materiale (ad es. documentare il computo delle date, il calcolo dei giorni di sospensione, il tempus commissi delicti) e che la valutazione non sia frutto di un autonomo percorso decisionale.
  • Se il ricorso è accolto la Corte può, a seconda dei casi, revocare la precedente decisione e decidere immediatamente (anche annullando senza rinvio) oppure disporre la celebrazione del nuovo giudizio rescissorio: la soluzione dipende dalle peculiari connotazioni del caso e dalla possibilità di pronunciarsi subito sulla estinzione del reato.
  • Prima possibile scelta difensiva: sollevare tempestivamente la questione della prescrizione e documentare il calcolo prescrizionale in grado di dimostrare un errore materiale della sentenza impugnata; verificare e quantificare tutte le cause di sospensione/interruzione rilevanti.
  • Non è opponibile il ricorso per errore di fatto quando l'omissione derivi da errori di interpretazione normativa o di valutazione delle prove; in tali ipotesi resta precluso il rimedio straordinario ex art. 625-bis.

Testo integrale

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