Sentenza n. 2417/2026 - Napoli, Sezione 9
per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sezione lavoro, n. 2535 del 2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sezione lavoro, n. 2535 del 2024, relativa al riconoscimento della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente
Esito
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sezione lavoro, n. 2535 del 2024. La sentenza aveva condannato il Ministero a riconoscere, anche per il servizio a tempo determinato prestato nell'anno scolastico 2017/2018, il beneficio della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, con le modalità previste per il personale di ruolo, nonché a corrispondere l'importo di euro 1.514,13, oltre agli interessi legali dalle singole scadenze al saldo. Benché la sentenza fosse stata notificata all'Amministrazione il 27 novembre 2024 e fosse divenuta definitiva, il Ministero non vi aveva dato esecuzione. La ricorrente chiedeva quindi la declaratoria di mancata esecuzione, l'assegnazione di un termine per adempiere, la nomina di un commissario ad acta, la fissazione di una somma per ogni giorno di ulteriore inottemperanza ai sensi dell'art. 114, comma 4, lettera e), c.p.a., nonché la condanna alle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere poiché, con memoria del 10 marzo 2026, la ricorrente ha dichiarato di essere stata integralmente soddisfatta e ha depositato la relativa documentazione, chiedendo dichiararsi la sopravvenuta carenza di interesse. Non sono state adottate ulteriori misure di ottemperanza, né è stata disposta la nomina del commissario ad acta o la fissazione di una penalità di mora. In assenza di richieste specifiche, il Collegio ha compensato integralmente le spese processuali tra le parti.
Norme richiamate
comma terzo; comma 4, lettera e)
La disposizione disciplina il giudizio di ottemperanza e consente, tra l'altro, di fissare una somma dovuta per ogni giorno di ulteriore inottemperanza; nel caso concreto non sono state adottate tali misure perché l'obbligazione è stata integralmente adempiuta nelle more del giudizio.
È richiamato quale fondamento del beneficio della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, riconosciuto dalla sentenza oggetto di ottemperanza.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, quando l'amministrazione adempie integralmente al comando contenuto nel giudicato nelle more del processo e il ricorrente deposita la relativa documentazione dichiarando di essere stato soddisfatto, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere per sopravvenuta carenza di interesse.
- L'integrale adempimento del giudicato prima della decisione rende non necessarie la fissazione di un termine per l'ottemperanza, la nomina del commissario ad acta e l'applicazione di una penalità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, lettera e), c.p.a.
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