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Sentenza

Sentenza n. 849/2026 - Venezia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600544

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza prefettizia di divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Provincia di Padova per una partita di calcio, unitamente agli atti presupposti

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni di pubblica sicurezza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del Prefetto di Venezia del 12 marzo 2026, con la quale, in relazione alla partita Venezia F.C.-Calcio Padova programmata per il 17 marzo 2026, è stata vietata la vendita dei biglietti ai residenti nella Provincia di Padova. Sono stati inoltre impugnati gli atti del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive e dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, il parere del Questore e il verbale del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica. Il testo della sentenza non riporta i motivi di illegittimità articolati nel ricorso, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse senza esame del merito. Dopo il rigetto dell'istanza cautelare monocratica, il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, non avendo potuto assistere alla partita, e ha chiesto la declaratoria di improcedibilità ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza esaminare la legittimità dell'ordinanza prefettizia e degli atti presupposti. Il giudice ha rilevato che, in forza del principio della domanda, il ricorrente può disporre dell'azione sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e dichiarare il venir meno dell'interesse alla pronuncia di merito. In tale situazione il giudice, non potendo procedere d'ufficio né sostituirsi al ricorrente nella valutazione della permanenza dell'interesse ad agire, deve prendere atto della sopravvenuta carenza di una condizione dell'azione. Le spese sono state compensate per la definizione in rito, la peculiarità della vicenda e la mancanza di difese da parte delle amministrazioni resistenti.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Sentenza in forma semplificata emessa all'esito del giudizio cautelare

    Consente la definizione della controversia con sentenza semplificata all'esito della camera di consiglio cautelare, previo avviso alle parti.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    improcedibilità del presente giudizio per sopravvenuta carenza di interesse

    Impone la declaratoria di improcedibilità quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione, quale condizione dell'azione.

Massime di principio

  • In applicazione del principio della domanda, il ricorrente dispone dell'azione sino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione e può dichiarare il venir meno del proprio interesse alla pronuncia di merito.
  • Quando il ricorrente dichiara tempestivamente la sopravvenuta carenza di interesse, il giudice, non potendo procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione della permanenza dell'interesse ad agire, deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse non esclude la necessità di provvedere autonomamente alla regolazione delle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti specialiOrdine e sicurezza pubblicaGiustizia sportiva e giurisdizione
RamiProcesso amministrativoAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoSport
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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