Cassazione Civile, Ordinanza n. 31756/2023 del 15/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (società)
La controversia
La controversia nasce nell’ambito di una procedura fallimentare. Una società aveva chiesto la restituzione in via breve di alcuni beni mobili ai sensi dell’art. 87-bis l. fall., ma il giudice delegato non si era pronunciato sull’istanza. Nel frattempo il curatore aveva inventariato i beni alla presenza di un delegato della società. Successivamente la stessa società aveva proposto domanda di rivendica dei medesimi beni, oltre il termine previsto per l’insinuazione al passivo. Il tribunale, decidendo sull’opposizione ex art. 98 l. fall. avverso il provvedimento del giudice delegato che aveva dichiarato inammissibile la domanda di rivendica, ha ritenuto che il ritardo fosse imputabile alla società, perché l’inventariazione dei beni da parte del curatore equivaleva a un dissenso implicito alla restituzione e rendeva già necessario proporre tempestivamente la rivendica. Con il ricorso per cassazione, la società ha contestato tale ricostruzione, sostenendo che: a) l’inclusione dei beni nell’inventario non escludeva la possibilità di accogliere l’istanza ex art. 87-bis l. fall.; b) il semplice deposito dell’inventario non poteva valere come rigetto implicito dell’istanza; c) in ogni caso, solo un espresso provvedimento del giudice delegato sull’istanza di restituzione poteva far decorrere l’onere di proporre la domanda di rivendica/restituzione ex art. 103 l. fall.
La decisione
La Corte ha ritenuto procedibile il ricorso nonostante la copia incompleta del decreto impugnato, poiché la motivazione era comunque ricostruibile dal ricorso. Nel merito ha accolto il ricorso, cassando il decreto del tribunale e rinviando la causa al Tribunale di Foggia in diversa composizione. La Corte ha affermato che l’inventariazione dei beni da parte del curatore, in pendenza dell’istanza di restituzione ex art. 87-bis l. fall., non equivale a un rigetto implicito né consente di imputare alla parte il ritardo nella proposizione della domanda di rivendica. Ha inoltre precisato che il giudice delegato deve comunque pronunciarsi espressamente sull’istanza, e solo tale provvedimento rende la parte edotta della necessità di proporre la domanda di rivendica/restituzione. Il giudice del rinvio dovrà riesaminare la controversia attenendosi a tali principi e provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
disciplina l’opposizione contro il provvedimento del giudice delegato in sede concorsuale.
prevede il termine per la proposizione della domanda di rivendica; il superamento del termine è in linea di principio rilevante per l’inammissibilità.
consente la tardività solo al ricorrere dei presupposti previsti dalla norma; nel caso concreto tali presupposti sono stati esclusi dal tribunale e la Corte ha cassato tale conclusione.
"i beni di cui è stata chiesta la restituzione in via breve possono non essere inclusi nell’inventario"
l’inclusione dei beni nell’inventario non preclude di per sé l’esame e l’eventuale accoglimento dell’istanza di restituzione in via breve; non vale come dissenso implicito del curatore.
richiamati come base normativa della domanda di rivendica/restituzione dei beni nella procedura fallimentare.
la produzione di copia incompleta del provvedimento impugnato non determina improcedibilità se il contenuto decisionale e le ragioni della decisione sono comunque ricostruibili dagli atti e dal ricorso.
Massime di principio
- Nel procedimento di cassazione, la produzione di una copia incompleta del provvedimento impugnato non comporta improcedibilità quando l’oggetto della controversia e le ragioni della decisione siano comunque desumibili dal ricorso e dagli atti.
- Nella procedura fallimentare, l’inclusione dei beni nell’inventario non equivale, di per sé, a un rigetto dell’istanza di restituzione proposta ai sensi dell’art. 87-bis l. fall. e non consuma un dissenso implicito del curatore.
- Una volta depositata un’istanza di restituzione in via breve dei beni, il giudice delegato deve pronunciarsi espressamente dopo aver acquisito il parere del curatore; l’inerzia del giudice non può essere fatta ricadere sulla parte istante.
- Il ritardo nella proposizione della domanda di rivendica o restituzione non è imputabile alla parte che abbia previamente e tempestivamente chiesto la restituzione in via breve e sia rimasta in attesa di un espresso provvedimento sull’istanza.
- Solo un espresso rigetto dell’istanza di restituzione rende attuale per la parte l’onere di attivare la domanda di rivendica/restituzione nei termini previsti dalla legge fallimentare.
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