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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40534/2023 del 05/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha accolto il ricorso (in particolare il secondo motivo) e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché l'azione penale non poteva essere proseguita per difetto della condizione di procedibilita'. Di conseguenza la condanna confermata in appello e' stata cancellata senza rinvio.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Palermo che aveva confermato la loro condanna per il delitto di furto con plurime aggravanti. Hanno articolato due motivi; il secondo motivo, ritenuto determinante, censura il mancato rispetto della condizione di procedibilita' tipica del delitto di furto, osservando che il furto e' in linea di principio procedibile a querela della persona offesa salvo alcune eccezioni (capacita' della persona offesa o ricorrenza di alcune circostanze aggravanti di cui all'art. 625 c.p.). Nel caso concreto era stata contestata l'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 7, nella forma dell'esposizione della cosa oggetto di furto alla pubblica fede; i ricorrenti hanno dedotto che, essendo tale circostanza controversa, manca la condizione di procedibilita' (querela), e dunque l'azione penale non poteva essere proseguita.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato come norma sulla concorso di persone nel reato; la sentenza lo cita tra le norme applicate al titolo di reato originario.

  • art. 81 cod. pen.

    Richiamato per la partecipazione e responsabilita' penale secondo le regole del concorso di reati; citato in combinazione con le altre norme del reato contestato.

  • art. 624 cod. pen.

    Norma che disciplina il delitto di furto; la Corte rileva che il furto e' procedibile a querela della persona offesa, salvo le eccezioni indicate.

  • art. 625, comma 1, nn. 2 e 7 cod. pen.

    Norme che elencano le circostanze aggravanti del furto; la presenza o meno di tali aggravanti incide sulla procedibilita' dell'azione penale (esenzione dalla querela in taluni casi).

  • art. 625, comma 1, n. 7 e n. 7-bis cod. pen.

    Citata specificamente in relazione all'ipotesi di furto su cose esposte alla pubblica fede: la loro contestazione nel processo ha inciso sulla valutazione della condizione di procedibilita', inducendo la Corte ad escludere la prosecuzione dell'azione penale.

Massime di principio

  • Il delitto di furto e' in linea di principio procedibile a querela della persona offesa: se la querela non c'e', l'azione penale non puo' essere perseguita salvo che ricorra una delle eccezioni previste dalla legge.
  • Alcune aggravanti previste dall'art. 625 c.p. rendono il furto procedibile d'ufficio (ossia senza la necessità della querela); pero', se l'esistenza di tali aggravanti e' espressamente contestata e non acquisita, occorre verificare se la condizione di procedibilita' sussiste realmente.
  • Se la prosecuzione dell'azione penale si basa su un'aggravante la cui sussistenza e' controversa e non vi e' querela della persona offesa, il difensore puo' efficacemente dedurre il difetto di condizione di procedibilita' e ottenere l'annullamento della sentenza.
  • Il giudice deve accertare preliminarmente, prima di proseguire nel merito, se la fattispecie rientra tra le ipotesi che esonerano dalla querela; in mancanza di prova della concreta aggravante che elimina la querela, l'azione penale e' improcedibile.
  • Per la difesa, e' strategico contestare l'esistenza di aggravanti che spostano la procedibilita', mentre per l'accusa e' fondamentale dimostrare in modo chiaro e documentato la sussistenza di tali aggravanti per non incorrere in vizi di procedibilita'.

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