Cassazione Penale, Sentenza n. 10414/2024 del 12/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Caltanissetta del 05/10/2023 che aveva rigettato l'istanza di riesame contro la misura della custodia cautelare in carcere applicata a Dell'Asta per il reato di estorsione aggravata. Il difensore deduceva contraddittorietà e reticenza nelle dichiarazioni della persona offesa Bellomo Michele, contesta la valutazione probatoria basata in massima parte su tali dichiarazioni e su intercettazioni, eccepisce l'esistenza di rapporti lavorativi pregressi e di una possibile natura civilistica della controversia (credito vantato dall'indagato per lavori non eseguiti), rileva illogicità sulle somme dichiarate (23.000 euro da dividere in quote non congrue) e sulla mancata rinvenimento della metà della banconota, nonché l'erronea qualificazione di Dell'Asta come "pluripregiudicato" e l'errata valutazione delle esigenze cautelari e della pericolosità sociale.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: ha ritenuto che il sindacato di legittimità sui provvedimenti de libertate sia limitato alla verifica delle ragioni giuridiche e dell'assenza di illogicità manifeste, non alla rinnovata valutazione del merito probatorio. Ha condiviso la valutazione del Tribunale che aveva ritenuto credibili le dichiarazioni di Bellomo, riscontrate dalle intercettazioni, da servizi di osservazione e dalle dichiarazioni di terzi, e ha ritenuto congrue le considerazioni sulle esigenze cautelari (richiamo alla doppia presunzione di cui all'art. 275 c.p.p.). Perciò il ricorso è inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di C 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende. È disposto l'invio di copia della decisione al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94 disp. att. c.p.p.; non è disposta la rimessione in libertà.
Norme richiamate
Riferito al tema dell'insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza: la sua violazione può essere sindacata in cassazione solo se emerge una specifica violazione di norma o una manifesta illogicità della motivazione del giudice di merito.
Ricorda la rilevanza della doppia presunzione cui il Tribunale ha fatto riferimento nel valutare la sussistenza dei presupposti per la misura cautelare; la Corte ha ritenuto congrue le considerazioni del giudice di merito rispetto a tale quadro presuntivo.
Norma richiamata per la condanna alle spese processuali in caso di inammissibilità del ricorso.
art. 94, comma 1-ter, e comma 1-bis, disposizioni di attuazione del c.p.p.
Prescrive l'obbligo di trasmettere copia della decisione al direttore dell'istituto penitenziario per gli eventuali adempimenti relativi alla custodia dell'indagato; la Corte ha ordinato tale trasmissione non essendosi determinata la remissione in libertà.
giurisprudenza consolidata (es. Sez. 2, sent. n. 56/2011; Sez. 1, sent. n. 1769/1995; Sez. 4, sent. n. 22500/2007)
La Corte richiama principi consolidati secondo i quali il controllo della Cassazione sui provvedimenti de libertate è limitato alla verifica di legittimità e di eventuale manifesta illogicità della motivazione, non alla ritrattazione del giudizio di merito sulla valutazione complessiva delle prove.
Massime di principio
- Il sindacato della Cassazione sui provvedimenti cautelari personali è limitato: occorre dimostrare violazioni di legge o manifesta illogicità della motivazione per ottenere accoglimento; non è possibile una mera rivalutazione del materiale probatorio.
- Per impugnare con successo una custodia cautelare conviene focalizzarsi su vizi formali, omissioni motivazionali specifiche o illegittimità giuridiche piuttosto che presentare soltanto una diversa ricostruzione dei fatti.
- Le dichiarazioni della persona offesa corroborate da intercettazioni, servizi di osservazione o dichiarazioni di terzi costituiscono elementi decisivi per la conferma della misura cautelare, salvo che la difesa non dimostri concretamente la manifesta contraddittorietà o falsità delle stesse.
- L'allegazione generica di una natura civilistica della controversia (es. credito non restituito) può essere utile in sede di difesa, ma deve essere sostenuta da documentazione e prove idonee a far emergere l'assenza di componente estorsiva per incidere sulla valutazione delle esigenze cautelari.
- In caso di inammissibilità del ricorso per cassazione sono possibili sanzioni economiche a carico del ricorrente (spese processuali e ammenda), quindi è importante valutare la fondatezza e la specificità dei motivi prima di proporre il ricorso.
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