Cassazione Penale, Ordinanza n. 28933/2026 del 30/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché i motivi erano formulati in modo generico e non specificamente correlati alla motivazione della sentenza impugnata. Conseguentemente ha dato applicazione alle statuizioni conseguenti previste dall'art. 616 c.p.p. Il testo non consente di individuare il merito della decisione di appello né il reato oggetto del processo.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il ricorso per cassazione è stato proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Bari del 3 febbraio 2025. Dal testo emerge soltanto che i motivi di ricorso sono stati ritenuti del tutto generici, privi di una puntuale enunciazione delle ragioni di diritto poste a fondamento delle doglianze e privi di congrui riferimenti alla motivazione del provvedimento impugnato. Non sono invece ricostruibili i fatti storici, il reato contestato e le specifiche censure formulate nel ricorso.
Norme richiamate
L'inammissibilità del ricorso comporta l'applicazione delle conseguenze processuali previste da questa norma.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione è inammissibile quando i motivi siano meramente assertivi o generici e non contengano una specifica e puntuale critica alla motivazione della decisione impugnata.
- L'atto di impugnazione deve enunciare le ragioni di diritto poste a sostegno delle doglianze e deve confrontarsi con il contenuto motivazionale del provvedimento censurato; in difetto, non è consentito il sindacato di legittimità.
- All'inammissibilità del ricorso seguono le conseguenze processuali previste dall'art. 616 c.p.p.
Come è indicizzato
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