Ordinanza n. 328/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Lazio - Roma, Sez. I, che aveva accolto il ricorso di primo grado
Esito
Favorevole al resistente (impresa concorrente)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’impresa appellante ha chiesto, in via incidentale, la sospensione dell’efficacia della sentenza del TAR Lazio n. 18757/2025, deducendo motivi d’appello contro la decisione di primo grado. Il testo dell’ordinanza non specifica il contenuto analitico di tali motivi. In sede cautelare il Consiglio di Stato ha ritenuto che essi non fossero favorevolmente valutabili alla luce della cognizione sommaria propria della fase cautelare. In particolare, a prescindere dagli ulteriori profili di illegittimità accertati dal TAR, ha rilevato con evidenza la tardività della proroga del termine per la presentazione delle offerte.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare di sospensione dell’efficacia della sentenza appellata, ritenendo non favorevolmente valutabili i motivi d’appello nella fase cautelare e valorizzando, in particolare, l’apparente tardività della proroga del termine di presentazione delle offerte. La sentenza di primo grado non è stata definita nel merito e resta efficace. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della natura delle questioni controverse.
Norme richiamate
Visto l’art. 98 cod. proc. amm.
La disposizione costituisce la base processuale per la domanda cautelare proposta in appello e per la relativa valutazione da parte del Consiglio di Stato.
Massime di principio
- In sede cautelare d’appello, i motivi contro la sentenza di primo grado devono risultare favorevolmente valutabili alla luce della cognizione sommaria propria della fase; in mancanza, l’istanza di sospensione deve essere respinta.
- La proroga del termine per la presentazione delle offerte, quando intervenga tardivamente, può costituire un evidente profilo di illegittimità della procedura di gara e giustificare il rigetto della domanda cautelare diretta a sospendere una sentenza che abbia accertato l’illegittimità della procedura.
- Nella fase cautelare d’appello, la permanenza di un autonomo e immediatamente percepibile profilo di illegittimità può essere sufficiente a negare la sospensione della sentenza, anche senza esaminare gli ulteriori profili di illegittimità accertati in primo grado.
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