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Sentenza

Sentenza del 27/12/2018 n. 33426 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune ha impugnato la sentenza della CTR della Campania sostenendo, da un lato, la violazione dell'art. 112 c.p.c., poiché il giudice regionale avrebbe riconosciuto l'esenzione TARSU per una ragione diversa da quella dedotta dalla società, e, dall'altro, la violazione degli artt. 62 e 70 del D.Lgs. n. 507 del 1993, poiché la società, titolare di una licenza alberghiera annuale, non aveva presentato una denuncia di variazione TARSU né aveva provato l'obiettiva inutilizzabilità della struttura nei mesi di chiusura. La mera sospensione volontaria o stagionale dell'attività non dimostra, di per sé, l'assenza di produzione di rifiuti.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso del Comune, cassato la sentenza della CTR e deciso nel merito rigettando il ricorso originario della società contribuente. Ha stabilito che, per un albergo dotato di autorizzazione annuale, la semplice comunicazione di chiusura invernale non è sufficiente a ottenere l'esenzione TARSU: il contribuente deve indicare formalmente la variazione e fornire la prova concreta e obiettiva dell'inutilizzabilità dei locali. Le spese dei giudizi di merito sono state compensate, mentre la società è stata condannata a rimborsare al Comune le spese del giudizio di cassazione, liquidate in Euro 7.300,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • Art. 112 c.p.c.

    Impone al giudice di pronunciarsi entro i limiti della domanda e vieta di attribuire una tutela fondata su un petitum o una causa petendi diversi da quelli dedotti dalle parti.

  • D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 62

    La tassa è dovuta per effetto dell'occupazione o della detenzione di locali ed aree scoperte, a qualsiasi uso adibite, fatta eccezione per i locali e le aree che, per la loro natura o il particolare uso cui sono stabilmente destinate, o perché risultino in obiettive condizioni di inutilizzabilità, non possono produrre rifiuti.

    La TARSU si fonda sulla disponibilità o conduzione dei locali e non sull'effettiva produzione quotidiana di rifiuti. L'esclusione opera solo quando sia dimostrata un'obiettiva e concreta inutilizzabilità dell'immobile, non il semplice mancato utilizzo per scelta o esigenze dell'utente.

  • D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 66, comma 3, lett. b)

    Consente riduzioni o temperamenti dell'imposizione per situazioni, come l'uso stagionale, che comportino una minore utilizzazione del servizio, senza però determinare automaticamente l'esenzione.

  • D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 70

    Richiede al contribuente di dichiarare le variazioni rilevanti ai fini della tassazione. Le circostanze che escludono la produttività e la tassabilità devono essere indicate nella denuncia originaria o in una denuncia di variazione e provate con elementi obiettivi o documentazione idonea.

  • Art. 384 c.p.c.

    Consente alla Corte di cassazione, quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, di decidere direttamente la causa nel merito dopo aver cassato la sentenza impugnata.

Massime di principio

  • Per ottenere l'esenzione o la riduzione di un tributo sui rifiuti non basta dimostrare che l'attività sia rimasta chiusa o che non siano stati prodotti rifiuti: occorre provare l'obiettiva e concreta inutilizzabilità dei locali.
  • La disponibilità di una licenza annuale fa presumere la possibilità di utilizzare la struttura durante tutto l'anno; la chiusura stagionale volontaria non elimina automaticamente l'obbligo tributario.
  • Il contribuente deve presentare tempestivamente una denuncia originaria o di variazione e documentare con elementi verificabili le condizioni che incidono sulla tassazione.
  • La TARSU è collegata principalmente alla detenzione o conduzione dei locali e alla possibilità di usufruire del servizio, non alla fruizione effettiva del servizio o alla quantità concretamente prodotta di rifiuti.
  • In situazioni analoghe, una licenza stagionale formalmente riconosciuta e la prova dell'inutilizzabilità dei locali hanno un peso maggiore rispetto a una semplice comunicazione di chiusura o a una mancata apertura dell'esercizio.

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