Sentenza del 27/12/2018 n. 3686 - Comm. Trib. Reg. per la Puglia
DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE - Abuso del processo - Criteri
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeÈ stato affermato che il giudice può rilevare l'abuso del processo e dichiarare l'inammissibilità dei ricorsi anche nella sentenza di merito, benché in precedenza abbia esaminato le domande cautelari senza dichiararle inammissibili. Il mancato rilievo iniziale non determina consumo del potere decisorio, né richiede uno specifico motivo di impugnazione per consentire al giudice di esaminare la questione.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La questione riguarda l'abuso del processo e, in particolare, se il giudice di primo grado possa dichiarare inammissibili i ricorsi per tale ragione in sede decisoria, nonostante abbia già esaminato e deciso incidenti cautelari senza rilevarne l'inammissibilità. La sentenza chiarisce che il precedente esame cautelare non impedisce tale declaratoria, poiché l'inammissibilità non è soggetta a sanatoria o preclusione e può essere rilevata anche d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio.
Massime di principio
- L'inammissibilità derivante da abuso del processo può essere rilevata d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio, anche se non è stata dichiarata nella fase cautelare.
- La decisione assunta sugli incidenti cautelari non implica necessariamente una valutazione definitiva sull'ammissibilità del ricorso nel giudizio principale.
- Il mancato rilievo iniziale dell'inammissibilità non comporta sanatoria, acquiescenza o preclusione per il giudice dello stesso grado.
- In presenza di condotte processuali abusive, il giudice può esaminare autonomamente la questione anche senza uno specifico motivo di impugnazione.
- La verifica dell'abuso processuale deve essere distinta dalle valutazioni preliminari compiute nella fase cautelare e può essere effettuata al momento della definizione del giudizio.
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