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Sentenza

Sentenza del 27/12/2018 n. 3664 - Comm. Trib. Reg. per la Puglia

ACCERTAMENTO - Avviso di rettifica - Daziabilità dei diritti di licenza - Mancanza di legame tra il titolare dei diritti di licenza e azienda venditrice-fornitrice - Non sussiste

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Dogane aveva rettificato il valore doganale delle calzature importate, includendovi le royalties pagate dalla XXX srl alle titolari del marchio "Superga". Secondo l'Amministrazione, tali diritti di licenza costituivano un elemento da aggiungere al prezzo delle merci ai sensi della normativa doganale europea. La società sosteneva invece che il pagamento delle royalties non fosse una condizione della vendita, che non esistesse alcun legame o controllo tra le licenzianti e i fornitori delle calzature e che essa fosse libera di acquistare i prodotti da fornitori diversi.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale di Bari ha accolto l'appello della XXX srl e riformato la sentenza di primo grado. Ha stabilito che il pagamento delle royalties non è, da solo, sufficiente a determinare la loro inclusione nel valore doganale: occorre dimostrare che il pagamento sia riferito alle merci importate e costituisca una condizione della vendita. Nel caso concreto mancavano tale condizione, la limitazione nella scelta dei fornitori e un rapporto di controllo o collegamento tra i titolari delle licenze e i fornitori. L'avviso di rettifica e le sanzioni sono stati quindi annullati, con compensazione delle spese di giudizio.

Norme richiamate

  • Art. 78, paragrafo 2, Regolamento CEE n. 2913/1992 (Codice doganale comunitario)

    Disciplina la revisione dell'accertamento doganale, sulla cui base l'Agenzia ha avviato la procedura di revisione.

  • Art. 32, paragrafo 1, lettera c), Codice doganale comunitario

    Per determinare il valore in dogana [...] si addizionano [...] i corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci da valutare, che il compratore è tenuto a pagare [...] come condizione della vendita.

    Le royalties devono essere aggiunte al valore doganale soltanto quando sono riferite alle merci importate e il compratore è tenuto a pagarle come condizione della vendita.

  • Art. 32, paragrafo 5, lettera b), Codice doganale comunitario

    I pagamenti effettuati dal compratore come contropartita del diritto di distribuzione o di rivendita [...] non sono aggiunti [...] se tali pagamenti non costituiscono una condizione di vendita.

    I pagamenti per la distribuzione o rivendita non entrano nel valore doganale quando il loro pagamento non condiziona la vendita per l'esportazione.

  • Art. 157 del Regolamento CEE n. 2454/1993 (DAC)

    Si deve aggiungere un corrispettivo o un diritto di licenza [...] soltanto se tale pagamento si riferisce alle merci oggetto di valutazione, e costituisce una condizione di vendita delle merci in causa.

    Prevede cumulativamente il riferimento alle merci importate e la condizione di vendita come presupposti per l'inclusione delle royalties nel valore doganale.

  • Art. 159 del Regolamento CEE n. 2454/1993 (DAC)

    L'acquirente non è libero di ottenere tali merci da altri fornitori non legati al venditore.

    Per i diritti relativi a un marchio, rileva anche la libertà dell'importatore di approvvigionarsi presso fornitori alternativi non collegati al venditore o al titolare della licenza.

  • Art. 160 del Regolamento CEE n. 2454/1993 (DAC)

    Qualora l'acquirente paghi un corrispettivo o un diritto di licenza ad un terzo, le condizioni previste dall'articolo 157 si considerano soddisfatte solo se il venditore o una persona ad esso legata chiede all'acquirente di effettuare tale pagamento.

    Quando la royalty è pagata a un soggetto diverso dal fornitore, la condizione di vendita richiede che il pagamento sia imposto o richiesto dal venditore o da un soggetto a esso collegato.

  • Art. 143 del Regolamento CEE n. 2454/1993 (DAC)

    Individua i casi in cui sussiste un legame tra venditore e titolare delle royalties, anche mediante controllo diretto o indiretto, potere di orientamento o di costrizione.

  • Art. 10 della legge n. 212/2000

    È stato invocato dalla società in relazione alla tutela dell'affidamento e alle obiettive condizioni di incertezza normativa.

  • Art. 6, comma 2, del D.Lgs. n. 472/1997

    È stato richiamato per sostenere l'esclusione delle sanzioni in presenza di obiettiva incertezza sull'interpretazione della disciplina.

  • Art. 12, comma 5, del D.Lgs. n. 472/1997

    È stato richiamato in relazione alla determinazione delle sanzioni.

Massime di principio

  • Il pagamento di royalties o diritti di licenza non comporta automaticamente il loro assoggettamento a dazio: l'Amministrazione deve dimostrare il collegamento concreto con le merci importate e la loro funzione di condizione della vendita.
  • Quando la royalty è pagata a un soggetto diverso dal fornitore, occorre verificare se il fornitore o un soggetto a esso collegato abbia imposto o richiesto il pagamento; la mera esistenza di un contratto di licenza non è sufficiente.
  • L'assenza di un rapporto di controllo, collegamento o influenza tra licenziante e fornitore costituisce un elemento contrario all'inclusione delle royalties nel valore doganale.
  • È rilevante la libertà dell'importatore di acquistare le merci da fornitori alternativi non collegati al titolare del marchio: tale libertà depone contro la natura condizionante della royalty.
  • In una situazione analoga, l'importatore dovrebbe documentare i contratti di fornitura, l'assenza di obblighi di approvvigionamento da determinati produttori e l'assenza di rapporti societari o di controllo tra licenziante e fornitori.
  • La decisione riguarda la disciplina e gli atti applicabili al periodo esaminato; per controversie successive occorre verificare la normativa doganale dell'Unione europea vigente e i relativi orientamenti interpretativi.

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