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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41145/2024 del 07/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza che aveva dichiarato il non luogo a provvedere sul reclamo di Libri relativo al decreto di proroga trimestrale sul visto di corrispondenza (decreto del 25/11/2023), ritenendo il Tribunale la mancata attualità dell'interesse all'impugnazione in quanto la limitazione era decaduta il 20/03/2024 anteriormente all'adozione dell'ordinanza. Il ricorrente deduceva la violazione dell'art. 18-ter l. 26/7/1975 n. 354 per insussistenza dei presupposti della proroga e sosteneva che l'impugnazione restava rilevante nonostante la scadenza, atteso che una pronuncia favorevole avrebbe efficacia vincolante sul rinnovo di analoghi provvedimenti.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Ha richiamato il principio secondo cui, nel sistema penitenziario, l'interesse a impugnare richiede concretezza e attualità, ma ha rilevato l'eccezione stabilita dalla giurisprudenza per i provvedimenti sul controllo della corrispondenza: l'interesse all'impugnazione sussiste anche se il provvedimento è venuto meno, perché la decisione di merito ha effetti vincolanti e immediati sul futuro esercizio del visto di controllo. Per questi motivi la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il giudizio al Tribunale di sorveglianza di Bologna per nuovo esame conforme ai principi enunciati.

Norme richiamate

  • art. 18-ter, legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)

    La norma regola il potere di controllo della corrispondenza; la Corte ha ritenuto che i controlli sulla corrispondenza sono soggetti al sindacato giurisdizionale e che l'interesse all'impugnazione di tali provvedimenti non viene meno con la scadenza del provvedimento, perché la pronuncia incide vincolativamente sui futuri esercizi dello stesso potere.

  • Giurisprudenza consolidata della Corte di cassazione

    Sez.1, n. 8763 del 25/11/2016 (Attanasio); Sez.1, n. 23467 del 02/07/2020 (Attanasio); Sez.1, n. 20221 del 19/03/2013 (La Torre); Sez.1, n. 2660 del 10/01/2005 (Lombardo)

    La giurisprudenza interpreta l'interesse ad impugnare in senso utilitaristico (rimozione di uno svantaggio processuale e conseguimento di utilità) e ha stabilito l'eccezione per i provvedimenti sul visto di corrispondenza: l'interesse sussiste anche se il provvedimento è scaduto, perché la decisione produce effetti vincolanti sul rinnovo del potere di controllo.

Massime di principio

  • In tema di impugnazioni penitenziarie l'interesse a ricorrere richiede concretezza e attualità al momento della proposizione e della decisione, salvo le eccezioni previste dalla giurisprudenza.
  • Per i provvedimenti che dispongono il controllo della corrispondenza (visto), l'interesse all'impugnazione non viene meno con la scadenza dell'atto: il giudizio incide sui futuri rinnovi del controllo e quindi la materia è sottratta alla logica della sopravvenuta carenza di interesse.
  • Il detenuto deve poter impugnare le misure di controllo della corrispondenza anche se nel frattempo l'atto è venuto meno, perché la pronuncia giurisdizionale ha efficacia preventiva e vincolante sul rinnovato esercizio del potere.
  • In casi analoghi è opportuno proporre il ricorso senza attendere eventuali rinnovi: il tribunale chiamato a decidere deve esaminare il merito dell'impugnazione anche se il provvedimento impugnato è scaduto.
  • Difesa pratica: nella contestazione di proroghe del visto di corrispondenza, valorizzare il periculum derivante da possibili futuri rinnovi e richiamare la giurisprudenza che afferma la persistenza dell'interesse ad impugnare.

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