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Cassazione Penale, Ordinanza n. 26860/2026 del 16/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione per intervenuta rinuncia all'impugnazione. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, non ravvisando cause di esonero, al versamento di euro 500 in favore della Cassa delle ammende, somma determinata anche in considerazione della rinuncia stessa.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice sorveglianza)

La controversia

La persona interessata aveva proposto ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Roma, con il patrocinio del difensore. Successivamente, però, ha depositato una dichiarazione di rinuncia all'impugnazione, sottoscritta dal difensore nella qualità di procuratore speciale. La Corte ha rilevato che tale rinuncia incide direttamente sull'ammissibilità del ricorso, rendendolo inammissibile ai sensi dell'art. 591, lett. d), c.p.p. Non risultano dal testo altri motivi di ricorso nel merito, poiché la decisione si fonda esclusivamente sulla rinuncia.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La rinuncia validamente formulata all'impugnazione comporta l'inammissibilità del ricorso introduttivo del giudizio di legittimità.
  • In caso di inammissibilità determinata da rinuncia, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, salvo cause di esonero, di una somma in favore della Cassa delle ammende.
  • Quando la decisione si fonda unicamente sulla rinuncia all'impugnazione, la Corte non esamina il merito delle censure proposte.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

Testo integrale

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