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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33953/2022 del 17/11/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'ordinanza riguarda esclusivamente la correzione d'ufficio di un errore materiale contenuto nella motivazione della sentenza di cassazione n. 15995/2022. In quella sentenza, la Corte aveva esaminato l'ottavo motivo del ricorso principale, con cui si censurava la mancata pronuncia di condanna nei confronti di tutti gli eredi di un soggetto deceduto, nei cui confronti il giudizio era stato riassunto collettivamente e impersonamente. La parte di testo omessa riguardava l'affermazione secondo cui la notifica dell'atto riassuntivo agli eredi, se fatta in forma impersonale e collettiva, è idonea a riattivare e proseguire il processo, ma non consente di pronunciare condanna al pagamento del debito ereditario se i destinatari non sono individuati nominativamente. La Corte rileva che la motivazione già esprimeva chiaramente tale principio e dispone la correzione, reinserendo le parole omesse dopo il termine 'notifica'.

La decisione

La Corte Suprema di Cassazione accoglie l'istanza di correzione d'ufficio dell'errore materiale e ordina che nella sentenza n. 15995/2022, a pagina 11, dopo la parola 'notifica', siano inserite le parole 'impersonale e collettiva, individuare nominativamente gli eredi e chiederne la condanna'. Dispone inoltre l'annotazione dell'ordinanza sull'originale della sentenza corretta. La decisione non ridiscute il merito della controversia, ma si limita a rettificare l'omissione testuale.

Norme richiamate

  • art. 391-bis c.p.c.

    viene richiamato quale base normativa per la correzione d'ufficio dell'errore materiale della sentenza di cassazione.

Massime di principio

  • L'errore materiale in una sentenza può essere corretto d'ufficio quando il testo della motivazione consente di ricostruire con chiarezza l'espressione omessa o alterata, senza che sia necessario riaprire il giudizio di merito.
  • La notificazione dell'atto di riassunzione agli eredi della parte deceduta, se effettuata in forma impersonale e collettiva, è sufficiente a riattivare il processo, ma non basta a fondare una condanna al pagamento del debito ereditario se i destinatari della pronuncia non sono individuati nominativamente.
  • I debiti ereditari non sono solidali tra eredi: la condanna deve essere emessa nei confronti dei singoli debitori, individuati e vagliati dal giudice in relazione alle rispettive quote, non in forma vaga o ambulatoria.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoOnere della prova

Testo integrale

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