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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19411/2023 del 08/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di rimessione del processo ad altro giudice ai sensi dell'art. 45 cod. proc. pen., con la censura di un pericolo concreto di mancanza di imparzialità: il ricorrente lamentava che, durante l'udienza del 3/5/2021, il teste Concina Stefano avrebbe reso dichiarazioni contraddittorie rispetto alla documentazione e che, intervenendo il DELL'IGNA per rappresentarlo, il Giudice lo avrebbe redarguito e poi espulso dall'aula (prima per cinque minuti e poi definitivamente), violando il suo diritto di autodifesa. Inoltre il ricorrente segnalava un esposto per omissione d'atti d'ufficio a carico del Pubblico Ministero (archiviato) e sosteneva che l'udienza fosse nulla per la rinuncia del difensore senza la nomina immediata di un difensore d'ufficio prima dell'esame di altro teste.

La decisione

La Corte ha dichiarato la richiesta di rimessione inammissibile per manifesta infondatezza. Ha motivato che l'istituto della rimessione è eccezionale e richiede la sussistenza di una 'grave situazione locale' esterna alla dialettica processuale, capace di arrecare un concreto pericolo di parzialità dell'ufficio giudiziario; i fatti dedotti dal ricorrente riguardano invece elementi interni alla dinamica processuale (condotte del giudice legate alla direzione dell'udienza) e quindi non soddisfano il requisito richiesto. In conseguenza dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 5.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 48, comma 6, cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 45 cod. proc. pen.

    Regola l'istanza di rimessione del processo ad altro giudice; interpretata restrittivamente perché deroga al principio del giudice naturale, richiedendo una 'grave situazione locale' esterna alla normale dialettica processuale per giustificare la traslatio iudicii.

  • art. 25 Cost.

    Principio del giudice naturale precostituito per legge; la rimessione rappresenta una deroga a tale principio e quindi le disposizioni che la consentono vanno interpretate in senso restrittivo.

  • art. 48, comma 6, cod. proc. pen.

    Prevede la sanzione pecuniaria (versamento alla Cassa delle ammende) in caso di istanza infondata; nella fattispecie è stata applicata per la richiesta di rimessione dichiarata manifestamente infondata.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 3, n. 23962 del 12/05/2015 e successivi precedenti)

    Costituisce orientamento interpretativo secondo cui la rimessione per 'grave situazione locale' riguarda fenomeni esterni alla dialettica processuale e non elementi riconducibili alla normale gestione dell'udienza; richiesto un pericolo concreto per l'imparzialità dell'ufficio giudiziario.

Massime di principio

  • La rimessione del processo ad altro giudice è uno strumento eccezionale: va invocata solo per 'grave situazione locale' esterna alla normale dinamica processuale (es. intimidazioni diffuse, pressioni esterne, campagne di delegittimazione sul territorio) e non per contestazioni sulla condotta del singolo giudice nell'ambito dell'udienza.
  • Fatti e comportamenti interni alla direzione dell'udienza (redarguire, espellere dall'aula, decisioni processuali) difficilmente sono idonei a giustificare la rimessione: per tali vicende si devono utilizzare altri rimedi (impugnazioni, istanze di ricusazione o segnalazioni disciplinari), dimostrando con chiarezza il pregiudizio subito.
  • Per ottenere la traslatio iudicii occorre fornire elementi concreti, attuali e pertinenti che dimostrino un pericolo concreto di parzialità dell'intero ufficio giudiziario o un grave pregiudizio alla libertà di determinazione dei partecipanti al processo; affermazioni generiche o anatemi personali non sono sufficienti.
  • Chi presenta una richiesta manifestamente infondata può essere condannato alle spese e a sanzioni pecuniarie (es. versamento alla Cassa delle ammende): è quindi opportuno valutare la fondatezza sostanziale e la rilevanza normativa prima di proporre l'istanza.
  • Se si ritiene che siano state violate garanzie di difesa (es. assenza del difensore d'ufficio dopo una rinuncia), va valutata la possibile declaratoria di nullità dell'udienza o dell'atto e, se possibile, l'impugnazione nei gradi successivi; è però necessario provare il nesso di causalità tra la violazione e il pregiudizio processuale.
  • In situazioni dubbie è utile raccogliere e documentare elementi esterni (minacce, interferenze mediatiche o politiche, contesti locali di pressione) che meglio sostengono la richiesta di rimessione rispetto a contestazioni limitate alla gestione dell'udienza.

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