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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49769/2023 del 14/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Tribunale di Napoli aveva annullato il decreto di sequestro probatorio del 10/05/2023 ritenendo la motivazione generica e non indicativa delle condotte contestate, della relazione tra i beni sequestrati e le ipotesi di reato e priva di specificazione individuale. Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza in Cassazione sostenendo che nel decreto di perquisizione e sequestro erano richiamate analiticamente le fonti di conoscenza (informativa n. 67/115-380/2022 e suoi allegati) e sussistevano elementi indiziari e specifici richiami alla disponibilita' dei beni da parte dei singoli indagati, con adeguata motivazione in ordine alla finalita' probatoria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato; ha affermato i criteri di obbligo motivazionale per il sequestro probatorio (in particolare l'esigenza di rendere conto del fumus commissi delicti e del nesso di pertinenza probatoria tra i beni e i reati) ma ha valutato che, alla luce dello stato delle indagini e della natura dei reati ipotizzati (accesso abusivo a sistema informatico, frode informatica, riciclaggio, furti di autovetture in contesto associativo), il decreto del pubblico ministero conteneva una motivazione congrua e sufficiente. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza del Tribunale che aveva revocato il sequestro e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Napoli ai sensi dell'art. 324, comma 5, cod. proc. pen.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Il decreto di sequestro probatorio deve contenere una motivazione specifica che renda chiaro il fumus commissi delicti e il nesso di pertinenza probatoria tra i beni sequestrati e i reati ipotizzati
  • La valutazione sulla sufficienza della motivazione e' modulata in relazione allo stato delle indagini: nelle fasi iniziali puo' essere ragionevole una motivazione piu' sintetica purché sia presente congruenza tra elementi investigativi, tipologia di reato e beni da sequestrare
  • Non e' ammesso un provvedimento generico o meramente esplorativo: il P.M. deve indicare le fonti e gli elementi che giustificano il sequestro e, se possibile, il legame con ogni indagato
  • La proporzionalita' e l'adeguatezza devono essere esplicitate: deve risultare la necessita' del sequestro per le operazioni tecniche (es. digital forensics), la prevedibilita' dei tempi e l'impegno alla restituzione tempestiva se tecnicamente possibile
  • In sede di Cassazione non si riapre il giudizio di merito sulle risultanze investigative, ma si verifica l'adeguatezza della motivazione e il rispetto dei presidi procedurali
  • Quando sono coinvolti dispositivi informatici/strumenti di pagamento, e' utile che il decreto indichi le finalita' tecniche (es. estrazione dati, analisi forense) e le cautele adottate per limitare l'interferenza con diritti degli indagati

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