Cassazione Penale, Sentenza n. 24135/2023 del 05/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Catania che aveva confermato le loro condanne per estorsione aggravata (anche con riferimento all'art. 416‑bis.1 c.p.). Maimone contestava l'applicazione del concorso di persone (art. 110 c.p. in relazione all'art. 629 c.p.), sostenendo che il suo intervento fosse successivo alla consumazione dell'estorsione e dettato da finalità solidaristiche/favore della vittima (mediazione per ridurre la somma). Gurgone contestava il concorso nel reato e l'applicazione dell'aggravante di agevolazione mafiosa (art. 416‑bis.1 c.p.), la recidiva e il diniego della diminuente per minima partecipazione (art. 114 c.p.) nonché la mancata prevalenza delle attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili: quello di Maimone per genericità e aspecificità delle censure; quello di Gurgone per manifesta infondatezza. La Suprema Corte ha ritenuto corretta e logicamente coerente la ricostruzione della Corte territoriale che ha valutato le intercettazioni, la presenza di Gurgone agli incontri e i rapporti tra gli imputati come elementi partecipativi al reato estorsivo. Ha confermato l'interpretazione secondo cui l'intermediario che contribuisce alla determinazione della somma richiesta può rispondere del concorso in estorsione salvo prova chiara di esclusiva finalità solidaristica. Ha altresì condiviso la valutazione sulla sussistenza dell'aggravante per favoreggiamento/agevolazione mafiosa e sul rigetto delle attenuanti (compresa la minima partecipazione) in presenza delle aggravanti e della recidiva qualificata. I ricorrenti sono stati condannati alle spese e a una sanzione pecuniaria.
Norme richiamate
Ritenuto richiamabile per configurare il concorso nel reato di estorsione: è sufficiente la coscienza e volontà di contribuire al fine illecito altrui; l'intermediario che contribuisce alla determinazione della somma risponde del concorso salvo prova che il suo intervento fosse esclusivamente solidale per la vittima
art. 629 cod. pen. (estorsione)
La norma fonde il reato di estorsione; la giurisprudenza richiamata e la sentenza applicano il principio che chi contribuisce materialmente o mediante intermediazione alla realizzazione dell'estorsione può essere punito come concorrente
art. 81, comma 2 cod. pen. (continuazione)
Applicata per determinare l'aumento di pena derivante dalla continuazione con altro reato irrevocabile, incrementando la pena inflitta
art. 628, comma 3 n. 3 cod. pen.
Richiamata in relazione a contestate aggravanti (testo usa l'articolo nell'ambito della decisione d'appello); per Gurgone la Corte di merito ha escluso tale aggravante ma ha confermato gli altri addebiti
art. 416‑bis.1 cod. pen. (agevolazione/condotta in relazione a mafia)
La Corte ha ritenuto sussistente la circostanza aggravante perché l'azione è stata valutata come diretta a evitare contrasti tra gruppi criminali facenti capo allo stesso clan, dunque idonea a favorire il sodalizio
art. 114 cod. pen. (diminuzione per minima partecipazione)
Non applicata: la Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui la diminuente non si applica quando ricorre una delle circostanze aggravanti elencate all'art. 112 (o quando il numero dei concorrenti e/o specifiche aggravanti espressamente previste per il reato operano a precluderla)
art. 112 cod. pen. (elenco circostanze aggravanti)
Richiamato per spiegare l'impossibilità di applicare la diminuente minima partecipazione quando operano le aggravanti previste dallo stesso articolo o da disposizioni speciali
Rilevato nell'ambito della dosimetria: impedisce la prevalenza delle attenuanti sulle aggravanti quando ricorre la recidiva qualificata
art. 99, comma 4 cod. pen. (recidiva qualificata)
La Corte ha confermato la recidiva qualificata: essa incide sulla impossibilità che le attenuanti generiche prevalgano sulle aggravanti e sulla determinazione della pena
Massime di principio
- L'intermediario che partecipa alle trattative per la determinazione della somma richiesta nella estorsione può integrare il concorso in estorsione se la sua condotta contribuisce alla realizzazione dell'illiceo; la mera pretesa di solidarietà verso la vittima deve essere provata in modo chiaro per escludere la responsabilità
- Le intercettazioni e la presenza documentata agli incontri negoziali costituiscono elementi decisivi per ricostruire la partecipazione e il contributo causale al reato
- L'aggravante di agevolazione mafiosa può essere valorizzata quando l'atto dimostra la volontà o l'effetto di favorire l'organizzazione (per esempio evitando contrasti tra gruppi collegati al medesimo clan)
- La diminuente per minima partecipazione (art. 114) non si applica se ricorrono aggravanti elencate in art. 112 o disposizioni speciali che precludono la diminuzione (es. numero dei concorrenti o aggravanti specifiche per il reato)
- La doglianza in Cassazione non può limitarsi a una rivalutazione alternativa dei fatti; deve contenere censure specifiche di diritto o errori logici nella motivazione, altrimenti è dichiarata inammissibile o manifestamente infondata
- La recidiva qualificata incide sulla dosimetria e può impedire la prevalenza delle attenuanti generiche; per contrastarla è necessario discutere la qualificazione della recidiva con punti di fatto e di diritto specifici
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