Cassazione Penale, Ordinanza n. 11452/2025 del 21/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il difensore di un imputato ha depositato un'istanza qualificata come correzione di errore materiale, sostenendo che il dispositivo della sentenza di legittimità n. 17478 del 2024 contenesse un vizio: la Corte di cassazione, pur avendo accolto il primo motivo del ricorso originario, avrebbe erroneamente disposto l'annullamento con rinvio alla Corte d'Assise di Appello di Napoli, mentre - secondo la prospettazione difensiva - la corretta conseguenza sarebbe stata l'annullamento con rinvio al giudice di primo grado, perché la decisione di merito aveva applicato un aumento per recidiva reiterata e specifica nonostante fosse stata contestata solo la recidiva semplice, con conseguente violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza. La Corte, però, rileva che la doglianza non riguarda un errore materiale o di fatto ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p., bensì una censura di diritto sull'asserita violazione dell'art. 604, comma 1, c.p.p. e sulla corretta individuazione del giudice di rinvio.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile l'istanza/ricorso per correzione di errore materiale o di fatto. Ha ritenuto che il vizio denunciato non rientri nell'ambito dell'art. 625-bis c.p.p., perché non si tratta di discordanza tra volontà e sua estrinsecazione grafica, né di svista percettiva sugli atti del giudizio di legittimità, ma di una censura concernente l'interpretazione e applicazione della legge processuale. Ne è conseguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Il rimedio straordinario per errore materiale o di fatto è limitato alla mancata corrispondenza tra volontà del giudice e sua estrinsecazione grafica, oppure a una svista percettiva sugli atti del giudizio di legittimità; non consente di far valere errori di diritto o di interpretazione delle norme.
La doglianza difensiva mirava a contestare la corretta trasmissione degli atti al giudice di rinvio; la Corte rileva che tale profilo attiene a una questione di diritto processuale, non a un errore materiale correggibile.
Massime di principio
- L'errore materiale correggibile ex art. 625-bis c.p.p. presuppone una divergenza tra la volontà effettivamente formatasi e la sua rappresentazione esterna nel provvedimento, non essendo sufficiente la mera contestazione della scelta giuridica compiuta dalla Corte.
- L'errore di fatto rilevante ai fini del ricorso straordinario è una svista o un equivoco percettivo sugli atti interni al giudizio di legittimità; restano esclusi gli errori di diritto derivanti dall'interpretazione delle norme sostanziali o processuali.
- Non è ammissibile utilizzare l'istanza di correzione dell'errore materiale per ottenere la revisione di una decisione di legittimità sotto il profilo della violazione di legge processuale o della scelta del giudice di rinvio.
- Quando la censura investe il contenuto giuridico della decisione e non la sua mera trascrizione o percezione materiale, il rimedio ex art. 625-bis c.p.p. è inammissibile.
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