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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17535/2025 del 09/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di condanna (Tribunale di Castrovillari e Corte di appello di Catanzaro) sostenendo che la Corte di appello aveva erroneamente omesso di dichiarare la prescrizione del reato. La doglianza si fondava sull'assunto che la disciplina sulla sospensione della prescrizione introdotta dalla 'riforma Orlando' fosse stata successivamente abrogata dalla riforma Cartabia (d.lgs. n.150/2022), con la conseguenza che la sospensione non sarebbe più applicabile e il reato sarebbe estinto per prescrizione.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il contrasto giurisprudenziale sull'applicabilità della sospensione della prescrizione introdotta dall'art. 11 della legge 23/06/2017 n.103 (cd. riforma Orlando) sia stato risolto dalle Sezioni Unite (udienza del 12/12/2024), che hanno affermato la possibilità di applicare tale sospensione ai reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019, comprensivo del fatto in esame (reato commesso il 22 maggio 2018). Ne consegue che la prescrizione non era maturata né al momento della sentenza di primo grado né al momento della sentenza di appello. La condanna di mesi 4 di arresto ed euro 2.000,00 di ammenda (art. 256, comma 1, lett. a) e b), d.lgs. 152/2006) è stata confermata e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 256, comma 1, lett. a) e b), d.lgs. 152/2006

    Norma che disciplina il reato contestato (illecito ambientale); applicata per la condanna di primo e secondo grado.

  • art. 159, secondo comma, cod. pen. (sospensione della prescrizione)

    La sospensione della prescrizione prevista dal secondo comma è stata interpretata come applicabile, nella versione introdotta dall'art. 11 della legge 23/06/2017 n.103, ai reati commessi nel periodo 3/8/2017-31/12/2019, secondo la pronuncia delle Sezioni Unite citata.

  • art. 11, legge 23/06/2017 n.103 (cd. riforma Orlando)

    Ha introdotto la disciplina di sospensione della prescrizione poi oggetto di contrasto giurisprudenziale; le Sezioni Unite hanno confermato la sua applicabilità ai reati nel periodo indicato.

  • legge 27/09/2021 n.134 e d.lgs. n.150/2022 (riforma Cartabia)

    La controversia verteva sull'effetto abrogativo di successive riforme; la Corte ha ritenuto, conformemente alle Sezioni Unite, che l'abrogazione non ha impedito l'applicazione della sospensione ai reati commessi nel periodo in cui la norma era vigente.

Massime di principio

  • Se una sospensione o una disciplina limitativa della prescrizione è stata in vigore al momento del fatto, la sua applicabilità ai reati commessi in quel periodo può essere confermata anche se la norma è stata successivamente abrogata, salvo diversa indicazione delle Sezioni Unite o della legge.
  • In caso di contrasto giurisprudenziale sulla normativa della prescrizione, è fondamentale verificare le pronunce delle Sezioni Unite e la loro portata temporale (a quali fatti si applicano).
  • Il calcolo della prescrizione deve tenere conto dei periodi di sospensione già previsti dalla normativa vigente all'epoca del fatto e di quelli successivamente intervenuti fra i vari gradi del processo; la verifica va fatta con precisione temporale (date di reato, sentenze, giorni di sospensione).
  • Impugnazioni fondate esclusivamente su abrogazioni successive alla commissione del reato richiedono l'analisi della retroattività e dell'ambito di applicazione della nuova disciplina: non sempre l'abrogazione elimina gli effetti della norma già operanti sui fatti compiuti durante la sua vigenza.
  • Per chi difende in casi simili: aggiornarsi sulle ultime pronunce delle Sezioni Unite e sulle decisioni di merito più recenti, calcolare puntualmente i termini e documentare i periodi di sospensione/interruzione della prescrizione.

Testo integrale

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