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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5893/2022 del 21/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere per mancanza delle esigenze cautelari e per mancata attualità del pericolo di reiterazione: il ricorrente deduce che, essendo altri componenti della presunta associazione agli arresti domiciliari e considerato il tempo trascorso dai fatti (gennaio-aprile 2019), non sussisterebbe il rischio concreto e attuale di ripresa dell'attività delittuosa; censura anche la violazione dell'art. 275 c.p.p. relativamente al requisito dell'attualità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto la motivazione del Tribunale del riesame congrua e coerente: la decisione ha valutato sia gli elementi soggettivi (ruolo di coordinatore/gestore svolto da Macaluso, ideazione ed esecuzione di delitti, uso e occultamento di autovetture, ruolo di riferimento per i coindagati; numerosi precedenti per reati contro il patrimonio) sia gli elementi oggettivi (modalità concrete dei reati e possibilità di riorganizzazione dall'interno della propria abitazione). Alla luce di tali elementi il Tribunale ha correttamente ritenuto inadeguati gli arresti domiciliari e giustificata la custodia cautelare in carcere. Conseguentemente il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di euro tremila in favore della cassa delle ammende; rimessi gli adempimenti di competenza alla Cancelleria ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 23 DL n. 137/2020

    Richiamato per indicare che il giudizio in Cassazione si è svolto con contraddittorio scritto secondo le disposizioni emergenziali previste dal decreto.

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Articolo richiamato in tema di esigenze cautelari e requisito della "attualità" del pericolo di reiterazione; la Corte interpreta l'attualità come composta da due dimensioni complementari: indici soggettivi di pericolosità e attivatori oggettivi/contestuali.

  • art. 275-bis cod. proc. pen.

    La Corte osserva che la valutazione del riesame sull'inadeguatezza degli arresti domiciliari è implicita anche rispetto all'opportunità di misure di controllo elettronico previste dall'art. 275-bis.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma utilizzata per comminare una sanzione pecuniaria al ricorrente per i profili di colpa attinenti all'inammissibilità del ricorso.

  • art. 94 comma 1 ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Disposizione richiamata per gli adempimenti da svolgere in cancelleria dopo la pronuncia.

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. 2, sent. n. 43402/2019; Corte Cost. 13/06/2000 n.186)

    Sentenze e orientamenti citati per chiarire il quadro interpretativo sul ruolo del riesame nel valutare l'inadeguatezza di misure alternative e sui criteri per l'applicazione di sanzioni per ricorsi inammissibili.

Massime di principio

  • La "attualità" del pericolo di reiterazione va valutata considerando sia elementi soggettivi (propensione, ruolo e precedenti dell'indagato) sia elementi oggettivi o di contesto (modalità del reato, possibilità di attivatori esterni); entrambe le dimensioni sono necessarie per ritenere il pericolo concreto.
  • Il mero trascorrere del tempo non è di per sé sufficiente a escludere l'attualità del pericolo cautelare: occorre valutare il complesso delle emergenze probatorie e il ruolo effettivo svolto dall'indagato nell'illecito.
  • La diversità del trattamento cautelare tra coindagati (es. arresti domiciliari per alcuni e carcere per altri) può essere giustificata dalla diversa intensità del ruolo ricoperto e dai concreti indizi sulla capacità di riorganizzare l'attività criminale.
  • Il giudizio del riesame sull'inadeguatezza di una misura alternativa (es. arresti domiciliari) implica anche una valutazione, in via implicita, sull'opportunità di strumenti di controllo meno afflittivi come quelli previsti dall'art. 275-bis.
  • Per contestare efficacemente una custodia cautelare occorre fornire elementi concreti e non ipotetici che dimostrino l'assenza sia di indici soggettivi di pericolosità sia di attivatori oggettivi che rendano probabile la reiterazione.

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