Cassazione Penale, Sentenza n. 10021/2023 del 09/03/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Alessandria che, in sede di esecuzione, aveva rigettato la richiesta di revoca e conversione della sanzione sostitutiva di un anno di libertà controllata (concessa in luogo di sei mesi di reclusione) a causa dell'irreperibilità del condannato. Il PM censurava la decisione per violazione delle norme procedurali e sostanziali (art. 661 c.p.p. e artt. 56, 62, 66, 72 legge n. 689/1981), sostenendo che l'irreperibilità non legittimava automaticamente la revoca decisa dal giudice dell'esecuzione e che la competenza per tali provvedimenti non era stata correttamente valutata.
La decisione
La Corte ha ritenuto che la competenza a decidere sulla conversione e sulla revoca della libertà controllata spetti alla magistratura di sorveglianza e, per le decisioni di conversione, alla sezione di sorveglianza del Tribunale. Ha quindi affermato che il giudice dell'esecuzione non aveva competenza funzionale a decidere in materia e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata. Ha disposto la trasmissione degli atti al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Alessandria affinché valuti le iniziative conseguenti.
Norme richiamate
Citato nel ricorso come norma procedurale rilevante; la Corte non ha approfondito una interpretazione autonoma ma ha ritenuto prevalente la questione di competenza funzionale in ordine alla materia della libertà controllata.
art. 56 legge 24 novembre 1981 n. 689
Norma quadro sulle sanzioni amministrative sostitutive e regime della libertà controllata; interpretata nella prospettiva che le disposizioni della legge 689 configurano compiti specifici per la magistratura di sorveglianza nella gestione delle misure sostitutive.
art. 62 legge 24 novembre 1981 n. 689
L'art. 62 assegna al magistrato di sorveglianza il compito di determinare le prescrizioni relative alla libertà controllata; la Corte ne trae la conferma della competenza del magistrato di sorveglianza nelle questioni esecutive connesse alla libertà controllata.
art. 66 legge 24 novembre 1981 n. 689
Il terzo comma stabilisce che gli atti per la conversione vanno trasmessi dal magistrato di sorveglianza alla sezione (Tribunale) di sorveglianza; la Corte lo utilizza per affermare che la competenza decisionale in materia di conversione è della sezione di sorveglianza e non del giudice dell'esecuzione.
art. 72 legge 24 novembre 1981 n. 689
Richiamato tra le norme pertinenti al regime delle sanzioni sostitutive; la Corte lo inquadra nel sistema normativo che attribuisce specifiche competenze alla magistratura di sorveglianza.
Massime di principio
- La competenza per la conversione e la revoca della libertà controllata spetta al magistrato di sorveglianza e, per la decisione di conversione, alla sezione di sorveglianza del Tribunale; il giudice dell'esecuzione non ha funzione decisionale primaria su tali provvedimenti.
- L'irreperibilità del soggetto può comportare la conversione della libertà controllata nella corrispondente pena detentiva quando la sanzione non possa essere eseguita per impossibilità di consegna o notifica, ma le procedure e le decisioni devono seguire il percorso competente previsto dalla legge 689/1981.
- Ordinanze emesse da un giudice privo di competenza funzionale in materia di sanzioni sostitutive sono annullabili dalla Corte di legittimità e gli atti possono essere trasmessi al pubblico ministero o all'autorità competente per l'adozione delle misure procedurali corrette.
- Il pubblico ministero, se ritiene che la sanzione sostitutiva non sia più eseguibile, deve attivare le procedure presso la magistratura di sorveglianza e, se necessario, chiedere la trasmissione degli atti alla sezione di sorveglianza per la conversione; agire direttamente in sede di esecuzione può essere proceduralmente inappropriato.
- Prima di chiedere la conversione per irreperibilità conviene verificare la qualità e la durata dell'irreperibilità (se temporanea o effettiva) e documentare i tentativi di reperimento, poiché la conversione incide sulla detenzione effettiva del condannato.
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