Cassazione Penale, Sentenza n. 48484/2023 del 05/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La parte civile, tramite avv. Massimiliano Di Grezia, impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Campobasso che aveva confermato l'assoluzione di Biagio Pezzente dalle imputazioni di lesioni e minaccia aggravata. Il ricorso deduceva due motivi principali: 1) violazione di norma processuale perché la corte territoriale avrebbe utilizzato deposizioni rese in un diverso procedimento senza che ne fosse stata chiesta l'acquisizione; 2) violazione di legge e vizio di motivazione per omissione nella valutazione di elementi probatori rilevanti (certificati sanitari, dichiarazioni della teste Annarita Marcelli, presunte contraddizioni nelle dichiarazioni dei militi intervenuti).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto manifestamente infondato che la corte territoriale avesse acquisito le deposizioni: risultava infatti che, all'udienza del 23/02/2023 e senza opposizione delle parti, i giudici d'appello avevano acquisito ai sensi dell'art. 603 c.p.p. le deposizioni rese nel giudizio di primo grado allegate dall'appellante. Sul secondo motivo ha ritenuto che le censure fossero una mera rivalutazione del fatto e della prova, non sindacabile in Cassazione salvo i vizi tassativi dell'art. 606 c.p.p.; i giudici di merito avevano motivato puntualmente l'inattendibilità della versione della persona offesa richiamando elementi come il comportamento rilevato dai Carabinieri (la Tolesino che tentava di colpire l'imputato e imbracciava un fucile), il rifiuto di recarsi al pronto soccorso nonostante la richiesta del 118 e precedenti denunce per simulazione. Conseguentemente è stata dichiarata l'inammissibilità del ricorso e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 603 cod. proc. pen. (acquisizione delle deposizioni rese nei precedenti gradi in udienza)
La Corte ha ritenuto legittima l'acquisizione in udienza delle deposizioni rese in primo grado, rilevando che ciò è avvenuto senza opposizione delle parti e quindi le deposizioni potevano essere utilizzate in appello senza necessità di rinnovazione istruttoria.
art. 606 cod. proc. pen. (limiti della cognizione della Corte di Cassazione in tema di motivazione e di fatto)
La Corte ha applicato il principio per cui la Cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione della materia fattuale e probatoria; le censure che consistono in una diversa lettura degli elementi di fatto sono manifestamente infondate se non indicano specifici vizi previsti dall'art. 606.
Massime di principio
- In Cassazione non è possibile ottenere l'annullamento di una decisione con una mera rivalutazione della prova: il sindacato è limitato ai vizi di diritto e alle specifiche ipotesi dell'art. 606 c.p.p.
- Se in appello vengono allegate e acquisite, senza opposizione, le deposizioni rese in primo grado ai sensi dell'art. 603 c.p.p., la parte non può poi impugnare in Cassazione l'utilizzabilità chiedendone la rinnovazione se non aveva sollevato opposizione in sede di merito.
- Per contestare la valutazione della credibilità della persona offesa è necessario far emergere un vizio di motivazione grave e specifico; semplici prospettazioni alternative o ricostruzioni maggiormente plausibili non sono sufficienti in sede di legittimità.
- Comportamenti immediati della vittima (es. tentativo di aggressione, rifiuto delle cure, richieste contraddittorie) e precedenti denunce per simulazione possono incidere significativamente sulla valutazione della sua attendibilità se adeguatamente motivati dal giudice di merito.
- Per ottenere rinnovazione istruttoria (ad es. acquisizione di certificati, audizione di testimoni nuovi) è importante formulare la richiesta tempestivamente e con motivazione specifica in sede di merito; l'omessa richiesta o la mancata opposizione limitano i rimedi in Cassazione.
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